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Disturbi alimentari, il governo recepisce l’allarme e stanzia un fondo da 25 milioni

Dopo anni di lotte, la Commissione Bilancio del Senato ha stabilito che i Disturbi del comportamento alimentare saranno inseriti nel LEA, ovvero nei Livelli essenziali di assistenza. Non solo: è stato istituito anche un fondo da 25 milioni di euro per il biennio 2022/2023. “E’ un grandissimo risultato, sia per le associazioni che per i familiari, per i pazienti e per tutti coloro che si occupano di queste patologie. Ciò permetterà di rendere più diffusa l’ assistenza a queste gravissime patologie che sono causa di morte per più di 4mila persone l’anno”, ha commentato con soddisfazione la dottoressa Laura Dalla Ragione, psichiatra e psicoterapeuta, nonchè responsabile scientifica di SOS Disturbi Alimentari.

Disturbi del comportamento alimentare, istituito un nuovo fondo per la cura da 25 milioni di euro

Anoressia, bulimia, binge eating, e non solo. I Disturbi del comportamento alimentare sono una malattia che, si stima, colpisce più di 3 milioni di persone l’anno. E che causa la morte di oltre 4mila cittadini l’anno. Giovani, adulti, bambini: tutti possono soffrirne, e durante la pandemia i problemi sono aumentati in modo vertiginoso. Curarsi in Italia è ancora una vera e propria odissea, ma oggi un passo avanti è stato fatto. La Commissione bilancio del Senato ha votato un emendamento che istituisce un Fondo presso il Ministero della Salute per il contrasto dei DCA, un fondo da 25 milioni di euro per il 2022 e il 2023. Inoltre, ha deciso di individuare la specifica area dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione nei Lea, i Livelli essenziali di assistenza. Fino adesso, infatti, le prestazioni erano inserite solamente nell’area della Salute mentale.

La decisione sarà fondamentale per aiutare le migliaia di famiglie che si trovano costrette ad affrontare un problema così grave come i Disturbi del comportamento alimentare. Famiglie che, spesso, non solo non sanno che percorso intraprendere, ma si ritrovano incastrate nei labirinti del servizio pubblico che fino a ora si è rivelato sempre non all’altezza del problema. In molte regioni d’Italia, infatti, non esistono ambulatori dedicati ai DCA, e nemmeno delle residenze specifiche dove ospitare le persone malate. Tra l’altro, secondo gli ultimi dati raccolti, pare che durante la pandemia i casi siano aumentati del 30%, e proprio questo ha portato il Ministero a istituire il fondo alla quale potranno accedere tutti i territori.

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disturbo del comportamento alimentare

I DCA entrano nei Livelli essenziali di assistenza

“Questo è stato veramente un bellissimo risveglio, abbiamo iniziato a raccogliere i primi frutti di quello che abbiamo cercato di fare in questi anni. Ognuno dalla propria prospettiva: le associazioni dei familiari, noi clinici, i ragazzi affetti dai disturbi del comportamento alimentare. Finalmente i disturbi alimentari hanno una loro dignità, in quanto verranno riconosciuti nei Lea. In una categoria assestante, non appartenente alla categoria della salute mentale. Questo amplierà le possibilità di erogare prestazioni gratuite, ma soprattutto pungolerà le regioni a dotarsi di quei servizi, che potranno erogare queste prestazioni”, ha commentato a Repubblica Leonardo Mendolicchio, responsabile della U.O. Riabilitazione dei Disturbi Alimentari e della Nutrizione presso Auxologico Piancavallo e del centro ambulatoriale di Piancavallo.

Questo, però, è solo l’inizio. “Speriamo per prima cosa che si possa fare uno studio epidemiologico per valutare quanti sono con precisione i pazienti che soffrono di questi disturbi. Abbiamo visto anche con il Covid quanto sia fondamentale fare il tracciamento dei pazienti. Poi servono più servizi per rispondere a tanti adolescenti che hanno bisogno di cure ora“, ha aggiunto l’esperto. Per curare i Disturbi del comportamento alimentare, infatti, servono centri specializzati dove psichiatri, psicologi, endocrinologi e nutrizionisti possono lavorare insieme e analizzare i vari aspetti della malattia contemporaneamente. Soprattutto, è necessario intervenire tempestivamente, per evitare che la malattia diventi cronica. “Sono necessari almeno uno o due incontri settimanali di psicoterapia per affrontare il problema. Poi c’è la riabilitazione nutrizionale e l’intervento di altri specialisti per sostenere il paziente.

Ma il servizio pubblico è ancora carente e non tutti possono rivolgersi a centri privati. Nelle regioni dove ci sono i centri, le liste d’attesa sono di tre o sei mesi, dove invece non ci sono servizi i ragazzi non si curano. Una malattia mal curata in tre anni diventa cronica”. Solo così si può guarire dai Disturbi del comportamento alimentari. “Dai primi sintomi è necessario rivolersi a un centro specializzato. Ma tengo a ricordare che si guarisce. Ho appena visitato un paziente giovane, un ragazzo di 12 anni, che dopo un anno di cure è completamente guarito. Era in una situazione critica ed era stato anche ricoverato, ora sta bene”, ha detto in conclusione l’esperto. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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