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Stefano Cingolani pronto a dimettersi? “Non c’è più bisogno di me”

Ci sarebbe un ministro pronto a “mollare” Mario Draghi. A lanciare l’indiscrezione “croccante” «Libero Quotidiano», che svela il nome del primo esponente che si defila dal “governo dei migliori” (o dell’ammucchiata, come hanno preso a chiamarlo alcuni). Tale decisione sarebbe sempre una diretta conseguenza dell’ultima conferenza stampa tenuta dal premier, che si è detto non più indispensabile dal momento che è stato impostato il “lavoro”. Se non lo è più lui perché dovrebbero esserlo gli altri tecnici? “Sarà un caso, ma le parole con cui ieri Roberto Cingolani ha dichiarato compiuta la sua missione ed esaurito il suo compito somigliano tanto a quelle” di Draghi, scrive Sandro Iacometti in un articolo uscito sul giornale diretto da Alessandro Sallusti.

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Governo Draghi, dimissioni di un ministro: spunta retroscena

“Abbiamo centrato gli obiettivi posti da Draghi prima del compimento dell’anno. Ora c’è un problema di implementazione. E questa fase non ha bisogno di uno con il mio profilo”, ha detto il ministro Cingolani in un’intervista a «Staffetta Quotidiana». Dichiarazioni che lascerebbero preludere ad un addio dell’accademico milanese. Il ministro della Transizione Ecologica pronto a staccare la spina? “Dietro le frasi del titolare della Transizione ecologica si può anche leggere un disagio personale per essere finito alla guida di un dicastero che avrebbe dovuto occuparsi di scienza, tecnologia e innovazione e che invece ogni due per tre finisce travolto dalle campagne ideologiche di ambientalisti e grillini che vivono la rivoluzione verde come un percorso di ascesa mistica i cui dogmi sono scritti nella pietra e non discutibili”, spiega Iacometti su «Libero».

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“Una rivoluzione nel governo e una corsa alle poltrone dei partiti”, lo scenario possibile

Difatti la transizione ecologica – e non tutti l’hanno capito – è un processo lungo, faticoso, oltre che costoso. “Più Cingolani insiste con il pragmatismo e il buon senso, più lo accusano di essere l’amico del giaguaro, l’infiltrato degli inquinatori nel tempio dell’ecologia, il traditore della causa”, si legge sempre nell’articolo, che è stato ripreso anche da «Il Tempo», il quale ha aggiunto un ulteriore tassello. “Se Draghi andasse al Quirinale tutti i tecnici potrebbero seguire la strada di Cingolani, scatenando una rivoluzione nel governo e una corsa alle poltrone dei partiti. Con l’attuale premier che dal Colle si ritroverebbe quindi un esecutivo tutt’altro che fotocopia rispetto a quello che lascerebbe. Come era nelle sue intenzioni”, si legge nel quotidiano diretto da Bechis. Leggi anche l’articolo —> “L’aria che tira”, Donzelli: “Draghi ha mentito all’Italia, Green Pass un disastro”

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