A Modena una donna di 80 anni, senza figli né marito, ha deciso di lasciare tutto il proprio patrimonio a un solo nipote: case e conti correnti per un valore complessivo di circa 800mila euro. Nel testamento olografo lo descrive come “il mio preferito”. La zia è morta nel 2018 e, dopo la pubblicazione delle ultime volontà, il nipote è entrato in possesso dell’eredità senza intoppi, come ricostruisce il Corriere di Bologna.

Perché gli altri parenti hanno impugnato il testamento
A quel punto sono entrati in scena gli altri nipoti della donna, rimasti fuori dalla successione. Secondo loro il documento sarebbe stato scritto con “mano guidata”, perché l’anziana soffriva di una grave patologia oculare, la maculopatia essudativa, che ne avrebbe compromesso la capacità di scrivere autonomamente. Da qui la richiesta, portata davanti ai giudici, di dichiarare invalido il testamento e aprire la successione legittima, ipotesi che li avrebbe coinvolti direttamente nella spartizione dei beni.
Cosa ha stabilito la perizia calligrafica
Per sciogliere ogni dubbio, la Corte d’Appello di Bologna, prima sezione civile, con i giudici Giuseppe de Rosa, Rosario Lionello Rossino e Gianluigi Morlini, ha disposto una perizia grafologica. Le conclusioni del tecnico sono state nette, ritenendo il testamento scritto interamente da un’unica mano e ritenendo molto probabile che anche la data riportata fosse veritiera.
Perché il testamento è stato dichiarato pienamente valido
Oltre alla grafia, i giudici hanno verificato anche le condizioni cognitive della donna al momento della stesura, esaminando tutta la documentazione clinica disponibile. La conclusione della Corte è stata altrettanto chiara: non sarebbe emersa alcuna compromissione cognitiva né alterazioni di tipo motorio tali da ostacolare la normale gestualità, scrittura autonoma compresa. Il testamento è stato quindi dichiarato valido per assenza di incapacità della testatrice.
Come si è chiusa la vicenda giudiziaria
Sia il Tribunale di Modena, in primo grado lo scorso anno, sia la Corte d’Appello di Bologna, nei giorni scorsi, hanno respinto integralmente le richieste dei nipoti esclusi. L’eredità resta quindi nelle mani dell’unico erede indicato nel testamento, riconosciuto al termine dei due gradi di giudizio come pienamente legittimo. Non è escluso che la vicenda possa ora proseguire fino in Cassazione.
Fonte: Open, articolo di Giovanni Ruggiero, con ricostruzione del Corriere di Bologna