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Catania, forti boati e cenere ovunque: l’Etna si risveglia nella notte, disagi all’aeroporto

Gli abitanti della provincia di Catania hanno sentito durante tutta la notte i boati dell’Etna in eruzione. L’Ingv ha reso noto che la nube cenere è stata spinta dai venti in direzione sud est, investendo quindi i paesi compresi tra Zafferana ed Acireale. L’aeroporto di Catania ha fatto sapere in mattinata che è possibile che alcuni voli facciano ritardo.

Etna eruzione

Etna eruzione cenere e boati nella notte, ritardi all’aeroporto di Catania

La cenere e le pietre hanno ricominciato a piovere sui paesini intorno al vulcano siciliano. L’Etna si è risvegliato ancora con una pioggia di lava che ha invaso il cratere nella notte. Dalle 4 di questa mattina i boati si sono fatti sentire da chilometri di distanza. Intorno alle 4.30 le telecamere dell’Ingv hanno registrato un nuovo trabocco lavico del cratere di Sud-Est accompagnato da una colonna di cenere. I forti boati del vulcano hanno tenuto compagnia agli abitanti della provinica di Catania fino alle 6 del mattino. La Sac, la società di gestione dell’aeroporto Fontanarossa di Catania, ha avvertito i clienti su Twitter. “Possibili ritardi su voli in arrivo e in partenza causa eruzione Etna”.

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Spettacolo impressionante e innocuo, ma danni nell’agricoltura

Boris Behncke, il vulcanologo dell’Ingv, ha studiato il fenomeno e ha seguito l’attività eruttiva sin dalle prime ore. “L’abbiamo sentita bene stamattina, la voce dell’Etna, abbiamo sentito le onde di pressione che hanno fatto tremare non solo finestre, porte e serrande, ma persino le mura e i pavimenti delle case. E come sempre, niente di anomalo, il fenomeno è sempre lo stesso: bolle di lava che esplodono in superficie. Behncke ha definito l’eruzione “pellicolare” e completamente “innocua”. “Ciò non toglie che si tratta di qualcosa di estremamente spettacolare ed impressionante, una manifestazione della natura che ci mostra il nostro spazio e ci mette a confronto con l’energia del vulcano”, così ha descritto il fenomeno.

C’è chi ha ammirato la forza della natura e chi invece ha fatto i conti con la sua potenza distruttiva. Parliamo della Coldiretti, che si preoccupa delle ripercussioni del fenomeno sull’agricoltura. “Un’ulteriore dimostrazione che siamo di fronte a cambiamenti per il vulcano e che quindi bisogna avviare un nuovo sistema di interventi che salvaguardi anche gli imprenditori agricoli con norme celeri e ad hoc. Si tratta di una emergenza continua, una vera e propria calamità quotidiana”. In effetti sono mesi che l’Etna non smette di compiere la sua attività. I danni si vedono sui campi, che hanno bisogno di una grande quantità d’acqua e manodopera extra per pulire dalla cenere.>>Tutte le notizie 

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