UrbanPost https://urbanpost.it/ Thu, 01 Oct 2026 16:16:40 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.2 https://media.urbanpost.it/wp-content/uploads/2017/01/cropped-urbanpost_icon-1-32x32.png UrbanPost https://urbanpost.it/ 32 32 Se la tua password è in questo elenco ti conviene cambiarla: ecco perché https://urbanpost.it/password-piu-usate-italia-elenco-cambiarla/ Thu, 01 Oct 2026 16:16:40 +0000 https://urbanpost.it/?p=786617 L’ultimo caso eclatante è quello del Louvre. All’inizio di novembre un impiegato del museo ha rivelato, dopo il furto, che la password utilizzata per il sistema di videosorveglianza sarebbe stata molto facile da decifrare: nessun codice alfanumerico complesso, solo una maiuscola e una parola facilmente riconducibile a uno dei musei più noti al mondo, Louvre.… Leggi tutto »Se la tua password è in questo elenco ti conviene cambiarla: ecco perché

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L’ultimo caso eclatante è quello del Louvre. All’inizio di novembre un impiegato del museo ha rivelato, dopo il furto, che la password utilizzata per il sistema di videosorveglianza sarebbe stata molto facile da decifrare: nessun codice alfanumerico complesso, solo una maiuscola e una parola facilmente riconducibile a uno dei musei più noti al mondo, Louvre.

Le password più usate in Italia secondo la classifica NordPass: ecco se la tua è a rischio

La classifica di NordPass

Capita più spesso di quanto si pensi. NordPass, servizio di gestione delle password, pubblica ogni anno un elenco con le combinazioni più utilizzate in tutti i Paesi del mondo. Una ricerca da cui l’Italia non esce mai benissimo: le password più usate sono anche quelle più banali, strisce di numeri o codici con poca fantasia, facili da violare.

Le prime tre: admin, password, 123456

L’ultima ricerca pubblicata esamina il periodo tra settembre 2024 e settembre 2025. Le prime tre password che compaiono in classifica sono facilissime da indovinare: admin, password e 123456. Se usate una di queste per qualsiasi servizio, vale la pena prendersi dieci minuti per cambiarla.

Bestemmie, squadre di calcio e nomi propri

La parte più interessante della classifica, però, non è questa: le prime posizioni sono sempre state le stesse, con 123456 al primo posto anche l’anno scorso. Le sorprese si trovano scorrendo più giù: c’è un po’ di tutto, da bestemmie a squadre di calcio, fino a nomi propri di persona che probabilmente coincidono con quelli dell’amministratore dell’account. Da segnalare, all’8° posto, Napoli1926, nome della squadra e anno di fondazione, mentre al 17° posto c’è juventus. Non male nemmeno la posizione numero 9, con 123stella, mentre la piratesca perlanera, in 10ª posizione, rivela una certa nostalgia per la saga Pirati dei Caraibi.

L’elenco delle password più usate in Italia

  • admin
  • password
  • 123456
  • Password
  • 12345678
  • 123456789
  • 12345
  • Napoli1926
  • 123stella
  • perlanera

Ovviamente, più sono note le password, più è facile per i malintenzionati rubarle.

Il problema delle password nella Gen Z

Se si pensa che il problema riguardi soprattutto chi ha poca dimestichezza con il digitale, la classifica della Gen Z non riserva molti aspetti positivi per il futuro della sicurezza digitale. Anche tra i più giovani la password più utilizzata al mondo è 12345. Le prime quattro posizioni sono occupate dal proseguimento della striscia numerica, fino a 123456789. Da notare, al settimo posto, skibidi, riferimento al trend “skibidi toilet”.

Fonte: Fanpage.it, articolo di Valerio Berra, con dati NordPass

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Garlasco, la famiglia Poggi non sarà parte civile contro Andrea Sempio https://urbanpost.it/garlasco-famiglia-poggi-no-parte-civile-sempio/ Thu, 01 Oct 2026 14:43:32 +0000 https://urbanpost.it/?p=786614 La famiglia Poggi non intende costituirsi parte civile nei confronti di Andrea Sempio nell’udienza preliminare che si profila dopo che la Procura di Pavia, come annunciato, chiederà il rinvio a giudizio nella nuova indagine sul delitto di Garlasco. Le parole del legale dei Poggi “Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone… Leggi tutto »Garlasco, la famiglia Poggi non sarà parte civile contro Andrea Sempio

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La famiglia Poggi non intende costituirsi parte civile nei confronti di Andrea Sempio nell’udienza preliminare che si profila dopo che la Procura di Pavia, come annunciato, chiederà il rinvio a giudizio nella nuova indagine sul delitto di Garlasco.

Garlasco, la famiglia di Chiara Poggi annuncia che non si costituirà parte civile contro Andrea Sempio

Le parole del legale dei Poggi

“Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone innocenti”, ha dichiarato l’avvocato Francesco Compagna, che insieme a Gianluigi Tizzoni rappresenta i genitori e il fratello di Chiara Poggi.

I legali saranno parte nel giudizio di revisione per Stasi

I legali della famiglia saranno invece parte in un eventuale giudizio di revisione che la difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, dovesse proporre.

La posizione della famiglia sulla nuova indagine

I genitori e il fratello di Chiara, Marco, amico di Sempio sin dall’adolescenza, sono sempre stati contrari alla nuova indagine, sostenendo che l’unico colpevole per il delitto sia Alberto Stasi.

Un passaggio di peso nel nuovo filone d’inchiesta

La decisione di non costituirsi parte civile rappresenta un passaggio processuale di peso in questo nuovo filone dell’inchiesta: se sul fronte Sempio la famiglia sceglie di restare fuori dall’aula, la sua presenza sarà invece garantita nell’eventuale processo di revisione legato alla posizione di Stasi.

Presunzione di innocenza

Va ribadito che Andrea Sempio resta presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva: la decisione della famiglia Poggi riguarda esclusivamente la propria costituzione processuale e non costituisce un giudizio sulla colpevolezza o innocenza dell’indagato.

Fonte: Ansa, Open, TgCom24, Il Giorno, L’Unione Sarda

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Agricoltori, la protesta si infiamma a Pizzo: bloccato lo svincolo dell’A2 https://urbanpost.it/scoppia-la-protesta-in-italia-autostrada-bloccata-e-traffico-in-tilt/ Thu, 01 Oct 2026 13:00:27 +0000 https://urbanpost.it/?p=786611 Nuova fiammata della protesta degli agricoltori calabresi e traffico bloccato allo svincolo autostradale di Pizzo, dove nel pomeriggio di martedì 29 settembre la mobilitazione avviata il giorno precedente ha alzato ulteriormente il livello della pressione. Mezzi agricoli e manifestanti hanno occupato l’area in prossimità dell’accesso all’A2 Autostrada del Mediterraneo, provocando code e pesanti rallentamenti per… Leggi tutto »Agricoltori, la protesta si infiamma a Pizzo: bloccato lo svincolo dell’A2

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Nuova fiammata della protesta degli agricoltori calabresi e traffico bloccato allo svincolo autostradale di Pizzo, dove nel pomeriggio di martedì 29 settembre la mobilitazione avviata il giorno precedente ha alzato ulteriormente il livello della pressione. Mezzi agricoli e manifestanti hanno occupato l’area in prossimità dell’accesso all’A2 Autostrada del Mediterraneo, provocando code e pesanti rallentamenti per gli automobilisti.

Trattori e manifestanti bloccano lo svincolo dell'A2 a Pizzo durante la protesta degli agricoltori calabresi

Una lotta per la sopravvivenza delle imprese

Una protesta che prosegue senza arretrare e che, per molti dei partecipanti, ha ormai assunto i contorni di una vera lotta per la sopravvivenza delle imprese agricole, strette da una crisi dalle molte sfaccettature. I prezzi riconosciuti ai produttori, considerati troppo bassi, i costi di produzione sempre più elevati, carburanti e manodopera: sono queste alcune delle ragioni che hanno spinto agricoltori e allevatori a scendere nuovamente in strada.

La solidarietà degli automobilisti

Gli agricoltori hanno ricevuto anche la solidarietà di alcuni automobilisti, che hanno portato loro acqua e qualcosa da mangiare. I manifestanti, che hanno schierato i propri trattori impedendo l’accesso all’autostrada, si dicono pronti a resistere a oltranza finché il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, non li incontrerà.

Il presidio di Pizzo, già punto nevralgico della mobilitazione

Il presidio di Pizzo era già stato uno dei punti nevralgici della mobilitazione regionale partita il giorno prima e sviluppatasi contemporaneamente in diverse aree della Calabria, da Rosarno a Crotone fino a Firmo-Sibari. Proprio davanti allo svincolo napitino si erano raccolti agricoltori, allevatori e rappresentanti del mondo dell’autotrasporto, mentre una colonna di trattori aveva percorso a passo ridotto la Statale 18 prima di raggiungere l’area presidiata dalle forze dell’ordine.

Il crollo del prezzo dell’olio

Al centro della contestazione c’è soprattutto la difficoltà a coprire i costi di produzione. Emblematico il caso dell’olio: secondo le testimonianze raccolte durante il presidio, il prezzo riconosciuto ai produttori sarebbe precipitato in alcuni casi da circa 9,20 euro a 3,50 euro, mentre continuano a pesare confezionamento, trasporto, manodopera e carburante. Il risultato, denunciano gli agricoltori, è avere prodotto ancora fermo nelle cisterne e margini sempre più ridotti.

Le testimonianze della protesta

Pasquale Torcaso, produttore agricolo di Lamezia Terme, era arrivato al presidio in carrozzina portando con sé alcuni rami d’ulivo raccolti nei propri terreni. Poco dopo aveva lasciato cadere le olive a terra, mentre un altro imprenditore, Antonio Mastroianni, le raccoglieva in lacrime definendole “i nostri sacrifici”. “Non possiamo vendere i nostri prodotti sotto costo”, è il messaggio che ha accompagnato la protesta sin dalle prime ore.

Il Movimento Territorio e Agricoltura

Sotto accusa anche il caro carburante, che secondo i manifestanti finisce per scaricarsi sull’intera filiera e non soltanto sulle aziende agricole. Il Movimento Territorio e Agricoltura, attraverso il presidente Matteo Talarico, aveva già annunciato l’intenzione di proseguire la mobilitazione a oltranza, chiedendo alla Regione Calabria di farsi portavoce delle istanze del comparto sui tavoli nazionali.

Una mobilitazione che va oltre le misure tampone

Oggi, allo svincolo di Pizzo, quella promessa si è tradotta in una nuova azione di protesta. La circolazione è rimasta fortemente condizionata, con gli automobilisti costretti in coda mentre gli agricoltori tornano a chiedere risposte immediate. Una mobilitazione che, nelle intenzioni di chi manifesta, non punta soltanto a ottenere misure tampone, ma a mettere sul tavolo il problema della sostenibilità stessa delle aziende: produrre, sostengono, non può più significare lavorare in perdita.

Fonte: Il Vibonese

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Francia, scuole in rivolta: preside cosparso di benzina, oltre 600 arresti https://urbanpost.it/francia-proteste-studenti-arresti-marsiglia/ Thu, 01 Oct 2026 12:46:39 +0000 https://urbanpost.it/?p=786608 Una massiccia ondata di proteste studentesche è in corso in Francia, con quasi 400 licei bloccati, da oggi anche decine di università, e violenti scontri con la polizia in diverse città del Paese. Il preside cosparso di benzina a Marsiglia A Marsiglia, il preside del liceo Victor Hugo è stato aggredito insieme ad altri membri… Leggi tutto »Francia, scuole in rivolta: preside cosparso di benzina, oltre 600 arresti

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Una massiccia ondata di proteste studentesche è in corso in Francia, con quasi 400 licei bloccati, da oggi anche decine di università, e violenti scontri con la polizia in diverse città del Paese.

Scontri tra studenti e polizia antisommossa durante le proteste nelle scuole francesi

Il preside cosparso di benzina a Marsiglia

A Marsiglia, il preside del liceo Victor Hugo è stato aggredito insieme ad altri membri dello staff scolastico. Secondo l’autorità regionale, “il preside, il vice-preside, la segretaria generale e un altro responsabile dell’equipe scolastica sono stati aggrediti all’interno dell’istituto e cosparsi di benzina”. Sempre a Marsiglia, un camion dei pompieri è stato accerchiato e poi incendiato dagli studenti davanti al liceo Saint-Exupéry.

Scuole in fiamme a Nantes

Un incendio è stato appiccato nei locali del liceo Nelson Mandela a Nantes. Scontri con la polizia antisommossa si sono registrati anche a Lille, mentre le proteste hanno interrotto completamente la circolazione dei mezzi pubblici a Grenoble.

Il bilancio: oltre 600 arresti

Il bilancio complessivo delle proteste è finora di 625 persone arrestate dall’inizio dei blocchi, mentre i feriti accertati sono oltre 119 tra studenti e dipendenti scolastici, a cui si aggiungono 83 agenti di polizia rimasti feriti. La Procura di Marsiglia ha riferito che tra le 15 e le 20 persone risultano attualmente in stato di fermo nell’ambito delle proteste, “soprattutto minorenni”.

Le indagini sui feriti tra gli studenti

L’Ispettorato di polizia è stato incaricato di svolgere tre indagini in seguito al ferimento di alcuni studenti durante le proteste a Sevran (Seine-Saint-Denis), Saint-Ouen-l’Aumône (Val-d’Oise) e Tours.

Perché protestano gli studenti

Le proteste, iniziate circa una settimana fa nella regione parigina, chiedono in particolare la sostituzione degli insegnanti assenti, un aumento delle risorse, il rinnovo delle scuole e condizioni di apprendimento “decenti”. Per gli universitari la protesta comprende anche questioni economiche: i sindacati contestano il sottofinanziamento degli atenei e alcune misure che riguardano gli studenti stranieri, tra cui l’aumento delle tasse universitarie per molti studenti extra-Ue e la perdita di alcuni aiuti abitativi.

Il vertice di crisi del governo

Di fronte all’escalation delle violenze, il premier francese Sébastien Lecornu ha convocato un vertice interministeriale di crisi al Ministero dell’Interno a Parigi.

Una nuova giornata di mobilitazione il 6 ottobre

L’Union Syndicale Lycéenne (Usl) ha lanciato un appello per inscenare oggi, 1° ottobre, un “atto due” della mobilitazione, annunciando già un’altra giornata d’azione per martedì 6 ottobre.

Fonte: Sky TG24, Quotidiano Nazionale, Leggo.it, Today.it, Secolo d’Italia

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Voli, prezzi alle stelle con la crisi del carburante: ecco di quanto aumentano https://urbanpost.it/voli-prezzi-aumento-carburante-lufthansa-ryanair/ Thu, 01 Oct 2026 11:38:56 +0000 https://urbanpost.it/?p=786605 Lufthansa e Ryanair stanno aumentando i prezzi dei biglietti mentre i costi del carburante per aerei, spinti dai conflitti in Medio Oriente e dall’aumento dei prezzi del petrolio, mettono il settore dell’aviazione sotto forte pressione sui costi. I dirigenti delle compagnie aeree avvertono che i passeggeri devono prepararsi a tariffe aeree più elevate, mentre i… Leggi tutto »Voli, prezzi alle stelle con la crisi del carburante: ecco di quanto aumentano

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Lufthansa e Ryanair stanno aumentando i prezzi dei biglietti mentre i costi del carburante per aerei, spinti dai conflitti in Medio Oriente e dall’aumento dei prezzi del petrolio, mettono il settore dell’aviazione sotto forte pressione sui costi. I dirigenti delle compagnie aeree avvertono che i passeggeri devono prepararsi a tariffe aeree più elevate, mentre i vettori trasferiscono le loro crescenti spese per il carburante.

Un aereo Lufthansa in volo: la compagnia aumenta i prezzi dei biglietti per il caro carburante

I costi extra di Lufthansa: oltre 1,5 miliardi di euro

Il ceo di Lufthansa, Carsten Spohr, ha annunciato a Francoforte che i costi aggiuntivi del cherosene dovrebbero superare 1,5 miliardi di euro. Nonostante queste spese in aumento, Lufthansa ha mantenuto le proprie previsioni per l’intero anno di un utile operativo rettificato compreso tra 1,7 e 2,2 miliardi di euro, facendo affidamento sul taglio dei costi del proprio marchio principale insieme a prezzi dei biglietti più elevati.

Le coperture sul carburante

Lufthansa ha coperto l’86% del proprio fabbisogno di carburante per il 2026 e oltre il 50% per il 2027, per attenuare i picchi di prezzo. Spohr ha osservato che la domanda dei passeggeri nel segmento premium è rimasta notevolmente robusta nonostante le tariffe più elevate, con le classi First, Business e Premium Economy sui voli a lungo raggio che generano più della metà dei ricavi della compagnia aerea.

Ritardi nelle consegne e flotte più vecchie

Gli sforzi per ridurre il consumo di carburante attraverso aerei moderni affrontano ostacoli importanti a causa dei ritardi di produzione presso Airbus e Boeing. Lufthansa è costretta a mantenere in servizio più a lungo del previsto aerei più vecchi e ad alto consumo di carburante, come l’Airbus A340, con la consegna del suo primo Boeing 777X posticipata di circa sette anni, al primo trimestre del 2027.

Il petrolio sopra i 100 dollari al barile

Il prezzo del greggio Brent è salito significativamente sopra i 100 dollari al barile, alimentato dalla guerra degli Stati Uniti contro l’Iran e dalle interruzioni dell’approvvigionamento nel Mar Rosso e nella regione del Golfo. Spohr prevede che più compagnie aeree avranno difficoltà in queste condizioni, indicando le recenti richieste di protezione dei creditori da parte della compagnia aerea lettone Air Baltic e della spagnola Volotea.

Ryanair: biglietti fino al 20% più cari nel 2027

Anche Ryanair sta affrontando sfide simili, mentre scadono le coperture sul carburante più vecchie e più economiche. Il ceo Michael O’Leary ha dichiarato a Varsavia che i prezzi dei biglietti per l’estate 2027 potrebbero aumentare dal 15 al 20%, avvertendo che l’era dei voli ultra economici in Europa potrebbe volgere al termine.

Le coperture di Ryanair e lo scenario a 130 dollari

Ryanair ha coperto l’80% del proprio fabbisogno di carburante fino alla fine del 2026, ma solo il 15% per la prossima stagione estiva, a 85 dollari al barile. O’Leary ha previsto che se il greggio raggiungesse una media di 130 dollari al barile entro l’estate 2027, le spese per il carburante della compagnia aumenterebbero di 1,5 miliardi di euro, spingendolo a consigliare ai vacanzieri di prenotare i voli in anticipo.

Fonte: upday

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Sciopero generale domani 2 ottobre, si fermano treni, scuola e sanità: tutti gli orari https://urbanpost.it/sciopero-generale-2-ottobre-2026-orari-settori/ Thu, 01 Oct 2026 09:23:06 +0000 https://urbanpost.it/?p=786602 Uno sciopero generale plurisettoriale interesserà per 24 ore, venerdì 2 ottobre 2026, diversi settori chiave del Paese: dalla scuola alla sanità, dalle forze dell’ordine agli enti locali, passando per i metalmeccanici e, in parte, anche il trasporto ferroviario, che si fermerà solo per tre ore. La protesta, che riguarda sia il settore pubblico sia quello… Leggi tutto »Sciopero generale domani 2 ottobre, si fermano treni, scuola e sanità: tutti gli orari

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Uno sciopero generale plurisettoriale interesserà per 24 ore, venerdì 2 ottobre 2026, diversi settori chiave del Paese: dalla scuola alla sanità, dalle forze dell’ordine agli enti locali, passando per i metalmeccanici e, in parte, anche il trasporto ferroviario, che si fermerà solo per tre ore. La protesta, che riguarda sia il settore pubblico sia quello privato, è stata indetta dalla Confederazione Sindacale Lavoratori Europei (Csle), con l’adesione della Fi-Si.

Sciopero generale il 2 ottobre 2026: si fermano treni, scuola e sanità in tutta Italia

Tutti i settori coinvolti

Lo sciopero generale del 2 ottobre riguarderà tutti i lavoratori, sia del settore pubblico sia di quello privato, interessando più comparti: Scuola, Sanità, Forze dell’Ordine, Marittimi, Metalmeccanici, Enti Locali, Agricoltura e Allevamento, Vigilanza Privata e, in modo parziale, le Ferrovie.

Treni fermi dalle 11 alle 14

Il trasporto ferroviario sarà interessato solo in parte dalla protesta, con un’astensione dal lavoro di sole tre ore, dalle 11 alle 14 di venerdì 2 ottobre, come indicato dal Ministero dei Trasporti. In caso di sciopero nei giorni feriali, Trenitalia garantisce sempre i treni a lunga percorrenza riportati nell’apposita tabella disponibile sul proprio sito. Possibili disagi, invece, nel trasporto regionale, visto che lo sciopero non interesserà le fasce di garanzia. Trenord segnala possibili ripercussioni sulla circolazione ferroviaria in Lombardia, con l’istituzione di bus sostitutivi senza fermate intermedie in caso di cancellazione dei treni del servizio aeroportuale.

Lezioni a rischio in tutta Italia

Lo sciopero riguarderà anche l’intero comparto dell’Area Istruzione e Ricerca: in caso di adesione del personale scolastico, le lezioni potrebbero essere a rischio per l’intera giornata di venerdì. I singoli istituti provvederanno a rilevare le adesioni secondo quanto previsto dalla legge, comunicando alle famiglie eventuali variazioni di orario.

Le motivazioni della protesta

Lo sciopero è stato indetto per chiedere un abbassamento dei prezzi della benzina e dei generi alimentari, ma anche una diminuzione della tassazione e un aumento degli stipendi, per contrastare l’aumento del costo della vita. L’associazione sindacale che ha proclamato la protesta chiede inoltre “l’avvio verso un’indipendenza energetica che ci permetta di essere meno dipendenti da altre nazioni” e “una politica che incoraggi la crescita delle aziende italiane”.

Fonte: Fanpage.it, articolo di Antonio Palma, con dati del Ministero dei Trasporti e di Trenord

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Garlasco, Garofano: “Campagna mediatica costruita sul nulla, non temo un avviso di garanzia” https://urbanpost.it/garlasco-lex-generale-garofano-rompe-il-silenzio-dopo-la-bufera/ Thu, 01 Oct 2026 07:53:12 +0000 https://urbanpost.it/?p=786599 “Io mi sono fatto l’idea che tutto quello che sta emergendo intanto è stato amplificato e soprattutto travisato”. Lo ha dichiarato Luciano Garofano, ex generale dei carabinieri ed ex comandante del Ris di Parma, in un’intervista a LaPresse a proposito dell’inchiesta della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco. “Non temo un avviso di garanzia”… Leggi tutto »Garlasco, Garofano: “Campagna mediatica costruita sul nulla, non temo un avviso di garanzia”

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“Io mi sono fatto l’idea che tutto quello che sta emergendo intanto è stato amplificato e soprattutto travisato”. Lo ha dichiarato Luciano Garofano, ex generale dei carabinieri ed ex comandante del Ris di Parma, in un’intervista a LaPresse a proposito dell’inchiesta della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco.

L'ex generale Luciano Garofano replica alle accuse sul caso Garlasco in un'intervista a LaPresse

“Non temo un avviso di garanzia”

Interpellato sulla possibilità di finire indagato, Garofano ha risposto con decisione: “Temere un avviso di garanzia? No, ma assolutamente no. È chiaro che questa è una decisione che prendono i pubblici ministeri, ma sono talmente sicuro, certo, dell’onestà dei miei collaboratori”.

La difesa dell’operato del Ris

Secondo l’ex comandante, il comunicato della Procura si limiterebbe a dire che non sono stati rinvenuti i dati grezzi relativi a un’analisi negativa di un campione che, in precedenza, aveva dimostrato con certezza scientifica, riconosciuta anche dal dottor Previderè, la presenza del Dna di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta. Garofano ritiene che questa nota sia stata letta come un’accusa rivolta al Ris e a lui stesso.

“Sconvolto da una campagna mediatica terribile”

L’ex generale si è detto “sconvolto da questa campagna mediatica terribile, delegittimante, costruita veramente sul nulla”, aggiungendo che, semmai, si potrebbero formulare ipotesi, ma che non esisterebbe alcuna ombra in grado di intaccare quei risultati.

Chi avrebbe consegnato i dati

Secondo la ricostruzione fornita da Garofano, a consegnare i dati alla Procura di Pavia, nel novembre dello scorso anno, sarebbe stato il capitano Marino, lo stesso oggi indicato da alcune ricostruzioni come colui che avrebbe occultato quei dati. “I dati grezzi non si allegano, rimangono in laboratorio”, ha precisato l’ex generale.

“Nessun interesse a spingere sulla responsabilità di Stasi”

Garofano ha respinto con fermezza l’accusa di aver contribuito a far finire in carcere Alberto Stasi, il condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi: “Non avevamo nessun interesse di spingere sulla responsabilità di Stasi”, ha dichiarato, ricordando che la richiesta di convalida del fermo era stata avanzata all’epoca dal pubblico ministero, non dal Ris.

Sulla natura della traccia

“Noi abbiamo comunicato che su quei pedali c’era il Dna di Chiara, che quella traccia era con elevata probabilità sangue. Non abbiamo mai detto che fosse sangue”, ha precisato Garofano.

La replica alle critiche dell’ex vice

Interpellato sulle dichiarazioni rese a verbale dal suo ex vice, l’allora capitano Marco Pizzamiglio, che lo avrebbe accusato di aver puntato sulla visibilità mediatica e di avere scarsa esperienza, Garofano ha replicato con durezza, sostenendo di non comprendere il motivo di quelle dichiarazioni e ipotizzando che il suo ex collaboratore avesse “problemi personali” nel momento in cui le avrebbe rilasciate.

Presunzione di innocenza

Va ribadito che le accuse e le ipotesi circolate restano al vaglio della magistratura, e che le dichiarazioni riportate rappresentano la versione fornita da Garofano a propria difesa. Chiunque fosse eventualmente coinvolto nelle indagini resta presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Fonte: LaPresse, Il Sole 24 Ore, Leggo.it, ParmaToday, La Verità

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Nazionale italiana, Diana Bianchedi si dimette da capo delegazione: cosa è successo https://urbanpost.it/nazionale-italiana-arrivano-le-dimissioni-improvvise-cose-successo/ Thu, 01 Oct 2026 06:48:33 +0000 https://urbanpost.it/?p=786596 Diana Bianchedi si dimette da capo delegazione della Nazionale italiana. L’ex schermitrice, che a settembre era stata presentata dalla Figc come la prima donna a ricoprire questo incarico, aveva debuttato nel ruolo con l’attuale ciclo azzurro guidato da Roberto Mancini, dopo essere stata nominata lo scorso agosto. L’annuncio delle dimissioni “A seguito delle dichiarazioni rilasciate… Leggi tutto »Nazionale italiana, Diana Bianchedi si dimette da capo delegazione: cosa è successo

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Diana Bianchedi si dimette da capo delegazione della Nazionale italiana. L’ex schermitrice, che a settembre era stata presentata dalla Figc come la prima donna a ricoprire questo incarico, aveva debuttato nel ruolo con l’attuale ciclo azzurro guidato da Roberto Mancini, dopo essere stata nominata lo scorso agosto.

Diana Bianchedi si dimette da capo delegazione della Nazionale italiana dopo le dichiarazioni del ministro Abodi

L’annuncio delle dimissioni

“A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio, rassegno le mie dimissioni da Capo delegazione della Nazionale”, ha scritto Bianchedi in una nota diffusa dalla Figc nella serata di martedì 30 settembre.

Il contesto: le frizioni nella Giunta Coni

Le parole contestate del ministro risalirebbero agli attriti registrati all’interno della Giunta Coni nella seduta di pochi giorni prima. In quell’occasione, i vicepresidenti Marco Di Paola e la stessa Diana Bianchedi avrebbero espresso parere negativo sulla proposta di commissariamento della FederPesi, avanzata dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio, salvo poi votare a favore.

Le parole di Abodi

Commentando le frizioni nella Giunta, Abodi aveva dichiarato: “Il vicepresidente vicario e il vicepresidente hanno diritto e dovere di esprimere un’opinione, ma se è sempre contraria dovrebbero fare una scelta, perché quel ruolo è stato affidato loro nell’ambito di un rapporto fiduciario”. Il ministro aveva aggiunto: “Fa riflettere che due figure così rappresentative alle quali è stato affidato fiduciariamente un ruolo di primo piano non riescano a testimoniare questa fiducia affidata in modo conseguente”.

La replica di Bianchedi

Bianchedi ha definito la propria decisione come un passo indietro “per proteggere la squadra” da inutili polemiche, spiegando che nasce anche dal rispetto nei confronti del Coni, della sua Giunta, della Figc e delle istituzioni sportive, come testimonierebbe la sua intera carriera da atleta e da dirigente. Nella nota ha ringraziato il commissario tecnico, i giocatori e tutto lo staff azzurro per l’accoglienza ricevuta durante la sua breve esperienza, aggiungendo: “Ricordiamoci che lo sport è, e deve essere, primariamente questo”.

Un incarico durato poche settimane

Si chiude così, dopo appena poche settimane, l’esperienza di Bianchedi alla guida della delegazione azzurra. Restano aperte le questioni legate ai rapporti istituzionali che hanno accompagnato la vicenda, mentre la Nazionale si trova ora a dover affrontare un nuovo passaggio delicato sul piano organizzativo, in vista dei prossimi impegni di Nations League.

Fonte: Ansa, Corriere dello Sport, Sky TG24, Dire, Leggo.it, Napoli Magazine

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Vittorio Sgarbi ricoverato in terapia intensiva al Gemelli di Roma https://urbanpost.it/vittorio-sgarbi-ricoverato-gemelli-terapia-intensiva/ Thu, 01 Oct 2026 05:33:50 +0000 https://urbanpost.it/?p=786593 Vittorio Sgarbi è ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma. A confermarlo è lo stesso nosocomio. Il critico d’arte, 74 anni, si troverebbe nel reparto di terapia intensiva. Le condizioni, secondo le prime fonti Secondo il sito “ilgraffio.net”, che per primo ha diffuso la notizia, l’ex deputato sarebbe in gravi condizioni. Va precisato che, al momento,… Leggi tutto »Vittorio Sgarbi ricoverato in terapia intensiva al Gemelli di Roma

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Vittorio Sgarbi è ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma. A confermarlo è lo stesso nosocomio. Il critico d’arte, 74 anni, si troverebbe nel reparto di terapia intensiva.

Il Policlinico Gemelli di Roma, dove Vittorio Sgarbi risulta ricoverato in terapia intensiva

Le condizioni, secondo le prime fonti

Secondo il sito “ilgraffio.net”, che per primo ha diffuso la notizia, l’ex deputato sarebbe in gravi condizioni. Va precisato che, al momento, non sono stati diffusi un bollettino clinico ufficiale né le cause che hanno reso necessario il ricovero: le informazioni sulla gravità delle condizioni restano quindi attribuite, allo stato attuale, alle prime notizie circolate sulla stampa.

Il precedente ricovero nel 2025

Non è la prima volta che Sgarbi viene assistito in questa struttura. Nella primavera del 2025 era stato ricoverato per oltre un mese al Gemelli per una profonda sindrome depressiva, della quale aveva parlato pubblicamente, raccontando una marcata perdita di peso e periodi di isolamento. “Ho perso parecchi chili, faccio fatica in tutto, riesco a tratti ancora a lavorare”, aveva confidato all’epoca, trovando conforto nella vicinanza della compagna Sabrina Colle.

Il racconto di maggio 2025

A maggio dello scorso anno, Sgarbi era ricomparso sui social con uno scatto insieme alla compagna, raccontando al Corriere della Sera di stare molto meglio e di cercare di tenere attivo il proprio corpo. Lo scorso febbraio era poi riapparso in pubblico alla Certosa di Ferrara, apparendo visibilmente debilitato, con passo incerto, sempre accompagnato da Sabrina Colle.

Gli ultimi sviluppi giudiziari

Negli ultimi mesi, il critico d’arte è stato al centro anche di vicende giudiziarie: appena venti giorni fa è stato assolto dall’accusa di danno erariale, mentre a inizio anno era arrivata l’assoluzione dall’accusa di riciclaggio nel caso del quadro “La cattura di San Pietro” di Rutilio Manetti.

Chi è Vittorio Sgarbi

Nato a Ferrara l’8 maggio 1952, Sgarbi ha legato il proprio nome soprattutto alla critica e alla storia dell’arte. Dopo la laurea in Filosofia, si è dedicato agli studi storico-artistici, affiancando all’attività accademica una presenza costante nel mondo della televisione e della politica, con un passato anche come sottosegretario alla Cultura.

Fonte: Ansa, Tgcom24, Il Messaggero, Corriere della Calabria, Liguria Notizie, Il Giorno, con la notizia diffusa da ilgraffio.nella

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Inflazione al 4,2%, la stangata autunnale sulle famiglie italiane https://urbanpost.it/inflazione-42-batosta-autunnale-famiglie-italiane/ Wed, 30 Sep 2026 16:14:28 +0000 https://urbanpost.it/?p=786589 Rincari sull’energia, sui carburanti, sui beni alimentari, che aumentano del 2% su base annua e dello 0,7% mensile. Non si salvano le famiglie dalla stangata dei prezzi, e le associazioni dei consumatori accolgono le stime dell’Istat di settembre come una vera batosta e l’inizio di un autunno rovente. Le ripercussioni economiche si aggirano dai 1.300… Leggi tutto »Inflazione al 4,2%, la stangata autunnale sulle famiglie italiane

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Rincari sull’energia, sui carburanti, sui beni alimentari, che aumentano del 2% su base annua e dello 0,7% mensile. Non si salvano le famiglie dalla stangata dei prezzi, e le associazioni dei consumatori accolgono le stime dell’Istat di settembre come una vera batosta e l’inizio di un autunno rovente. Le ripercussioni economiche si aggirano dai 1.300 ai 1.900 euro a famiglia, a seconda delle stime e della composizione del nucleo familiare.

Inflazione al 4,2%, la batosta autunnale sulle famiglie italiane tra bollette, carburanti e alimentari

Il Codacons: “Peggio di ogni previsione”

Il Codacons accoglie la stima dell’inflazione di settembre al 4,2% annuo come “una batosta per i consumatori italiani peggiore di ogni previsione”. Secondo l’associazione, questo tasso equivale a una stangata da 1.389 euro annui per la famiglia “tipo”, che sale a 1.918 euro per un nucleo con due figli.

Energia e carburanti sul banco degli imputati

“Sul banco degli imputati ancora una volta finiscono i beni energetici, con i rialzi delle tariffe di luce e gas che stanno trainando l’inflazione, impattando sui prezzi al dettaglio di numerosi comparti”, analizza il Codacons. Per l’elettricità, l’Istat registra a settembre rincari medi del +19,3% su anno, che salgono al +20,7% per il gas distribuito tramite rete. A ciò si aggiunge l’emergenza carburanti, con il gasolio rincarato nell’ultimo mese del +34,9% su anno e la benzina del +21,8%.

Alimentari in aumento

Preoccupa anche il rialzo della voce alimentari e bevande analcoliche, i cui prezzi, sulla scia del caro-gasolio, salgono su base tendenziale dal +1,2% di agosto al +2% di settembre, con un +0,7% in un solo mese.

Il commento dell’Unione Nazionale Consumatori

“Prezzi roventi”, commenta il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona. “È arrivato, come avevamo ampiamente previsto, un autunno caldo sul fronte dei prezzi e, purtroppo, l’escalation dei listini non è ancora finita. Il mancato intervento del Governo per contenere il caro bollette di famiglie e imprese e il pannicello caldo usato contro il caro carburanti hanno prodotto i loro effetti nefasti, infiammando sempre più la spirale inflazionistica che sta andando sempre più fuori controllo, trasformandosi in una stangata sia per i ceti meno abbienti che per il ceto medio sempre più in difficoltà”.

Più del risparmio sul bollo auto

Secondo l’Unc, la batosta è oltre dieci volte il risparmio sul bollo auto: si parla di oltre 1.500 euro in più a famiglia per una coppia con due figli, e di oltre 1.400 euro per una famiglia con un figlio.

Il conto di Assoutenti sul cibo

“Per alimentari e bevande i prezzi salgono a settembre del +2%, con un’impennata per gli alimentari non lavorati che segnano un +5,5% su anno, +2,2% in un solo mese”, spiega il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso. “Questo significa che, ai prezzi correnti, una famiglia con due figli solo per bere e mangiare si ritrova a spendere 185 euro in più all’anno, con una maggiore spesa per l’intera collettività delle famiglie pari a +3,4 miliardi di euro in un anno, a parità di consumi”.

Un macigno sulle tasche degli italiani

Questi rincari si aggiungono a quelli su energia e carburanti e, secondo le associazioni dei consumatori, pesano come un macigno sulle tasche degli italiani in questo avvio di autunno.

Fonte: Help Consumatori, con dati Istat, Codacons, Unione Nazionale Consumatori e Assoutenti

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