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Elsa Fornero arruolata da Draghi, cosa farà: «Mi avevano consigliato di non accettare»

Tra gli esperti chiamati a potenziare il programma del governo Draghi figura anche quello della professoressa Elsa Fornero. Un nome che ha scosso l’opinione pubblica, che teme un ritorno ‘integrale’ alla riforma delle pensioni che porta il nome dell’economista. Nel 2011 la ministra del Lavoro dell’esecutivo presieduto da Mario Monti smantellò il sistema pensionistico di allora, per contrastare la recessione economica, imponendo agli italiani «lacrime e sangue». 

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Fornero governo draghi

Elsa Fornero nel governo Draghi: cosa farà da consulente a titolo gratuito

Elsa Fornero, il solo nome a pronunciarlo ha provocato dei turbamenti, tanto che la Lega non è rimasta a guardare la nomina dell’economista e ha subito fatto partire una interrogazione parlamentare sul ruolo. «Indubbiamente la scelta di Elsa Fornero non è sinonimo di tranquillità e serenità rispetto ad eventuali interventi in materia pensionistica», ha spiegato Salvini. Lo stesso segretario del Carroccio aveva picchiato duro contro la docente di Economia all’università di Torino e vice presidente della compagnia San Paolo. Nel maggio del 2014 il leghista aveva detto: «La Fornero ha rovinato milioni di italiani, dovrebbe essere esiliata su un’isola». E qualche tempo dopo: «Io la manderei su un’isola deserta a pane e acqua», aveva tuonato.

La paura di un sistema pensionistico troppo rigido, in realtà, però non spaventa solo la Lega, ma anche il M5s e lo stesso Pd, che mira a creare nuovi meccanismi di flessibilità in uscita. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo Quota 100”: tra le opzioni Quota 41 che prevede l’anticipo a 63 anni d’età e la sola quota “contributiva “ dell’assegno, che però non convince tutti. Anche perché tale strategia, come scrive Marco Rogari su “Il Sole 24 ore”, comporterebbe costi non da poco. Senza contare poi che il tema pensioni è uno dei capitoli su cui Bruxelles vigila con maggior attenzione. Ma che farà nel concreto Elsa Fornero? Cosa comporterà l’ingresso dell’economista al Consiglio d’indirizzo per la politica economica istituito a Palazzo Chigi e presieduto dal sottosegretario Bruno Tabacci? Leggi anche l’articolo —> La riforma Fornero spiegata in modo facile

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«La scorsa settimana mi ha telefonato Tabacci. Mi ha detto che gli avrebbe fatto molto piacere se fossi entrata nella commissione sulla programmazione economica»

A spiegare quel che sarà il compito dell’ex ministra del Lavoro del governo Monti la stessa Elsa Fornero, che ha concesso alcune interviste ai principali quotidiani. «La scorsa settimana mi ha telefonato Tabacci. Mi ha detto che gli avrebbe fatto molto piacere se fossi entrata nella commissione sulla programmazione economica. Sono rimasta molto sorpresa», ha detto l’economista a “La Stampa”. A proposito del suo nuovo impegno la Fornero ha dichiarato: «Come sempre dirò la verità. La verità è che abbiamo davanti sei anni per spendere bene molti soldi. Ma la verità è anche che se non li spenderemo bene, quei soldi diventeranno debito e gli altri Paesi ce ne chiederanno conto, saranno sempre lì, pronti a saltarci addosso». È consapevole l’ex ministra di non essere popolare e molto amata: «Qualcuno mi aveva anche consigliato di non accettare la proposta di entrare nella commissione, ma invece ho detto sì perché per tanto tempo sono stata considerata un’appestata e ho avuto attacchi personali. Mi fa piacere che dopo l’incitamento all’odio ci sia chi pensa che la mia opinione possa essere utile. Comunque sono una semplice consulente con un ruolo modestissimo, se mi chiedono dei pareri li darò», ha detto a ‘Repubblica’. 

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Elsa Fornero arruolata da Draghi: «È un ottimo presidente, il migliore che avevamo»

Sul sito ufficiale del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (DIPE) si legge: “Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Bruno Tabacci in forza della delega ricevuta dal presidente Mario Draghi in materia di coordinamento della politica economica e programmazione degli investimenti pubblici di interesse nazionale, ha provveduto con due distinti decreti già registrati a istituire un Consiglio d’indirizzo che avrà il compito, a titolo gratuito, di orientare, potenziare e rendere efficiente l’attività programmatica in materia di coordinamento della politica economica presso il DIPE. Tale organismo sara’ presieduto dallo stesso sottosegretario Tabacci con il coordinamento del capo del DIPE, professor Marco Leonardi”.

Per questo “sono stati dunque nominati e ne fanno parte: Antonio Calabro’, Patrizia De Luise, Giuseppe De Rita, Elsa Fornero, Giuseppe Guzzetti, Alessandra Lanza, Mauro Magatti, Alessandro Palanza, Alessandro Pajno, Monica Parrella, Paola Profeta, Silvia Scozzese, Alessandra Servidori, Anna Maria Tarantola, Mauro Zampini”. Ma per capire bene quel che sarà l’orientamento delle sue scelte possiamo far riferimento ad un’intervista che l’ex ministra ha concesso a “La Nazione” il 2 luglio scorso. Allora la Fornero parlò a ruota libera di reddito di cittadinanza, sblocco dei licenziamenti e smart working, dando pure un giudizio sul governo Draghi. 

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L’opinione dell’economista su smart working, sblocco licenziamenti e reddito di cittadinanza

In merito alla decisione dell’esecutivo di confermare la cassa integrazione di tre settimane, Elsa Fornero disse: «Trovo la misura sia equilibrata: nei settori che hanno sùbito maggiormente la crisi non si ricorre al licenziamento, dove invece sarà possibile non lo si rende conveniente grazie a altri strumenti. È una soluzione di grande equilibrio ma che lancia un messaggio importante: non si può più continuare con il blocco dei licenziamenti». Dura la sua posizione su Ristori e reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del M5s: «È un tema delicatissimo, le persone hanno bisogno di protezione nel mondo del lavoro e di fronte a questa crisi. Certo, che queste misure hanno anche aspetti negativi legati alla disincentivazione. Si sarebbe dovuto lavorare di più sui corsi on line, è necessario incentivare le persone e dar loro un percorso sul piano motivazionale». Circa lo smart working ha detto che è «alienante», ma «va benissimo per le attività intellettuali».

Nell’intervista a Fabrizio Vincenti de “La Nazione” si espresse con fermezza anche sull’incarico di Mattarella a Draghi, mettendo a confronto l’attuale esecutivo con quello di Monti: «Questo è più politico di quello di cui ho fatto parte io, basti pensare al fatto che dentro ci sono esponenti di diversi partiti. Draghi è un ottimo presidente del Consiglio, il migliore che avevamo». Leggi anche l’articolo —> Il ritorno di Elsa Fornero: l’ex ministra è nella task force del Premier Draghi

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