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Franco Baresi, l’eredità economica: dai crac finanziari al Milan che lo ha protetto

31/07/2026 17:50

In campo era un muro invalicabile, capace di guidare con carisma ed eleganza la difesa del Milan e della Nazionale. Fuori dal terreno di gioco, però, la vita di Franco Baresi ha raccontato anche un percorso più complesso, segnato da difficoltà finanziarie, scelte imprenditoriali sbagliate e alcune vicende giudiziarie.

Franco Baresi, la storia fuori dal campo: investimenti, difficoltà finanziarie e il sostegno del Milan

Gli anni d’oro e il tentativo di reinventarsi nel business

Durante la sua carriera in rossonero, conclusa nel 1997, Baresi è stato tra i calciatori più pagati della Serie A, grazie ai contratti sottoscritti sotto la presidenza di Silvio Berlusconi e ai ricchi accordi di sponsorizzazione. Il quadro economico ha però iniziato a incrinarsi con la fine dell’attività agonistica, quando l’ex capitano ha provato a convertire i propri guadagni in iniziative imprenditoriali.

Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, alcune partecipazioni in attività commerciali, dal settore immobiliare a quello dell’abbigliamento, si sono rivelate fallimentari. Un passaggio chiave di questa fase fu il collasso di Credieuronord, il piccolo istituto di credito fondato nel 2000 e travolto poco dopo dai debiti, in cui Baresi perse somme importanti e garanzie prestate su consiglio di intermediari rivelatisi inadeguati.

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Il 2005, l’anno della bufera giudiziaria

Il momento di massima difficoltà, sul piano dell’immagine e del patrimonio, arrivò nel 2005. Nel marzo di quell’anno la Polizia Stradale portò a termine l’operazione “Prestige Cars”, che smantellò un’organizzazione accusata di riciclaggio di auto di lusso e truffe legate a finanziarie fittizie per oltre 2 milioni di euro. Tra le persone coinvolte figurava anche Maura Lari, all’epoca moglie di Baresi, accusa sempre respinta con forza dai suoi legali.

Pochi mesi dopo, lo stesso Baresi finì al centro di un filone d’inchiesta parallelo, legato a un raggiro ai danni di un gallerista d’arte torinese, privato di alcune opere, tra cui tele di Lucio Fontana. Secondo l’accusa, i quadri sarebbero transitati nell’abitazione dell’ex calciatore come “garanzia” per aumentarne il valore di rivendita. Per chiudere la vicenda, Baresi scelse la strada del patteggiamento, con una pena di tre mesi convertita in una sanzione pecuniaria di 5.900 euro.

Il ridimensionamento del patrimonio

Tra sequestri, fideiussioni escusse e risarcimenti, queste vicende hanno progressivamente eroso gran parte della fortuna accumulata da Baresi nei vent’anni di carriera ai vertici del calcio italiano. Solo negli anni successivi la situazione patrimoniale è stata riorganizzata, anche grazie al costante sostegno del mondo rossonero.

Il Milan non lo ha mai abbandonato

Proprio il club che lo ha reso una leggenda non ha mai voltato le spalle alla propria bandiera, affidandogli prima un ruolo da allenatore del settore giovanile e poi la carica di vicepresidente onorario, garantendogli così stabilità professionale ed economica fino agli ultimi anni di vita.

Una statura morale rimasta intatta

Le difficoltà finanziarie e i passi falsi fuori dal campo non hanno mai intaccato la considerazione che il mondo del calcio ha sempre riservato a Franco Baresi. Per i tifosi, resta il simbolo di un’etica del lavoro e di una dignità personale che nessuna tempesta economica è mai riuscita a scalfire.

Fonte: Quotidiano Nazionale, articolo di Antonio Petrucci

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