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Funivia Mottarone, le indagini sulle cause della tragedia costata 14 morti

La cabina della funivia Stresa-Mottarone precipitata a soli pochi metri dall’arrivo in vetta sarebbe caduta per il cedimento della fune traente dell’impianto di risalita. Il resto è noto: la cabina precipitata nel bosco sottostante, in un pendio ripido. E’ una strage, 14 dei 15 occupanti muoiono. Perché la fune si è spezzata? Perché la cabina non è rimasta appesa al cavo? Per fare luce sui motivi che hanno portato allo strappo della fune e alla mancata entrata in funzione dei sistemi di sicurezza serviranno diverse perizie e alcuni mesi. (continua a leggere dopo la foto)

Funivia Mottarone: le indagini sulla sicurezza dell’impianto rinnovato nel 2016

La funivia Stresa-Mottarone, entrata in funzione nel 1970 al posto del vecchio trenino a cremagliera, è di proprietà del Comune di Stresa ma gestita dalla società Ferrovie del Mottarone. L’ultima revisione generale era avvenuta nel 2014 e aveva portato alla chiusura per due anni. In quell’occasione era stata eseguita anche una magnetoscopia sulle funi per verificarne la tenuta. Le cabine erano state smontate e rimontate con impianto acustico e videocamera di sorveglianza a bordo. Lavori terminati nel 2016 e costati 4 milioni e 400 mila euro e finanziati dalla Regione Piemonte, dal Comune di Stresa e dalla società di gestione.

Le indagini per arrivare alle cause del drammatico incidente di ieri si concentrano sulla manutenzione, affidata all’azienda altoatesina Leitner che è una delle maggiori realtà del settore. L’azienda che ha realizzato il completo rinnovamento dell’impianto, era anche la responsabile dei controlli straordinari.

Secondo il ministero per le Infrastrutture dopo la riapertura i controlli sono stati ripetuti a luglio 2017. In seguito, a fine 2020, sono state eseguite verifiche specifiche sui cavi come conferma la stessa società di Vipiteno che si occupa della manutenzione straordinaria. La sostituzione dei cavi era invece prevista per il 2029.

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Il tavolo tecnico di oggi a Stresa

Un “tavolo tecnico” per confrontarsi e per cercare di capire quanto accaduto ieri sul Mottarone. Il sindaco di Stresa Marcella Severino definisce così l’incontro previsto stamattina, alle ore 10, al Palacongressi di Stresa con il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini e il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio. Saranno presenti anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio con il vicepresidente e assessore alla Montagna Fabio Carosso e l’assessore alle Infrastrutture e Trasporti e alla Protezione Civile Marco Gabusi, oltre al prefetto di Verbania Angelo Sidoti.

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