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Giacomo Sartori, ipotesi suicidio non convince: il giallo dei vestiti e non solo

«Tantissimi suicidi si sono poi dimostrati altro». Questo il commento del generale dei carabinieri in congedo Luciano Garofano, per anni a capo dei Ris di Parma, che ha deciso di affidare a «Fanpage» l’idea che si è fatto sulla morte di Giacomo Sartori, il 30enne scomparso a Milano e ritrovato cadavere nelle campagne di Pavia. Il giovane, rinvenuto dagli inquirenti impiccato aveva subito nelle ore precedenti il furto dello zaino contenente pc e telefono aziendale. Ed è lì, in quella borsa, che potrebbe nascondersi la chiave del mistero. La Procura di Pavia ha deciso di non archiviare il caso come suicidio, benché l’autopsia abbia confermato il decesso per “impiccamento, senza alcun segno di violenza”. Ci sono ancora punti da chiarire.

leggi anche l’articolo —> Giacomo Sartori, il caso non è chiuso: “Ci sono anomalie da chiarire”, di che si tratta

giacomo sartori

Giacomo Sartori ultime notizie, ipotesi suicidio non convince. Luciano Garofano: «Fa bene la Procura ad indagare»

L’ultima foto scattata al ragazzo, realizzata la sera del furto, mostra Giacomo Sartori sorridente. Lo scatto mostrato al programma di Rai 3 “Chi l’ha visto?” ritrae l’informatico in perfetta forma in compagnia di alcuni amici. Era prima della sparizione dello zaino, contenente pc e telefono aziendale. Era “di ottimo umore, splendido. Un po’ stanco perché aveva lavorato fino a tardi, ma era sereno”, hanno detto i suoi amici. Perché poi allora Giacomo avrebbe deciso di lasciare Milano e recarsi fuori città, a Casorate Primo, in provincia di Pavia? Un posto dove il giovane non era mai stato prima. E poi di farla finita? «Fa bene la Procura a indagare e ad approfondire. Un omicidio ben organizzato apparentemente può sembrare suicidio. Un esempio è il caso di Valentina Salomone: inizialmente si pensava fosse un gesto volontario. Poi dagli accertamenti è emerso che si trattava di un omicidio, per il quale al momento è stato condannato in Appello, quindi non ancora definitivamente, l’ex amante», ha dichiarato Luciano Garofano a «Fanpage». 

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Cosa non torna: le anomalie sulla morte del giovane

Sulla morte di Giacomo Sartori indaga il procuratore Mario Venditti, che ha confermato che non si parla al momento di archiviazione del caso per suicidio. Ci sono nodi da sciogliere: a partire dai sedili abbassati che lasciano pensare che qualcuno possa avere dormito in auto. Un’altra anomalia è quella delle condizioni dei vestiti: “Erano puliti e intonsi nonostante si sia arrampicato sull’albero”. Un altro fatto strano è che nessuno abbia notato il corpo del ragazzo. Gli inquirenti sono impegnati a trovare poi lo zaino del 30enne: “Non è ancora stato rivenuto e qualcosa potrebbe esserci nel computer”, ha detto sempre il pm a «Fanpage». Leggi anche l’articolo —> Giacomo Sartori, cosa ha fatto nelle ultime ore di vita: la testimonianza del datore di lavoro

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