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“Giallo rafforzato”, nuovo colore per le regioni: cosa si può fare e da quando

Nel gioco di colori per prevenire il contagio da Coronavirus è allo studio del governo l’introduzione di una nuova nuance: il giallo rafforzato, che – com’è intuibile – porterà con sé nuove regole. L’ipotesi del giallo rafforzato, su cui l’esecutivo pare lavorare per cercare di trovare una mediazione e placare le proteste dei governatori e dei ministri del centro-destra, potrebbe entrare in vigore dopo il 6 aprile, dunque dopo le festività pasquali.

Giallo rafforzato regole

Giallo rafforzato, le regole del nuovo colore: cosa si può fare e quando è previsto

Sebbene i numeri dei contagi siano ancora molto alti – solo ieri, giovedì 25 marzo, sono stati 23.696 i nuovi casi e 460 i morti – la pressione è forte. Come riferisce il Corriere della Sera, il presidente del Consiglio Mario Draghi sta cercando di individuare – insieme al ministro della Salute Speranza e degli Affari Regionali Gelmini – un piano condiviso con gli scienziati. Da qui l’idea del giallo rafforzato da applicare alle regioni in cui, trascorso il periodo pasquale, si verificherà una discesa dei contagi. Cosa si potrà fare, dunque, nelle aree contrassegnate dalla nuova colorazione? L’obiettivo sarà quello di dare un po’ di respiro alle categorie più penalizzate dalla pandemia, dunque bar e ristoranti. La zona gialla rafforzata permetterà – quindi – l’apertura dei locali a pranzo, seppur con orario ridotto per evitare il momento dell’aperitivo.

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L’introduzione dal 7 aprile

La fascia gialla ipotizzata dal governo a partire dal 7 aprile verrebbe comunque meno nel fine settimana in cui vigerebbero i divieti della zona arancione: per il primo maggio, poi, sarebbe previsto il lockdown. Uno spiraglio di apertura riguarda anche parrucchieri e barbieri in zona rossa: per loro sarebbero previste le regole già adottate prima dell’ultimo decreto. Sul tavolo della discussione anche la proroga dello stato di emergenza. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, è convinto che debba essere decretato fino a luglio in modo da consentire interventi urgenti rispetto alle carenze e ai ritardi della campagna vaccinale. In ogni caso si comincerà a lavorare al nuovo decreto non prima della prossima settimana e comunque tendendo conto dell’analisi dei dati e dell’andamento della curva. >> Tutte le news

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