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Gigi Proietti com’è morto, operazione di routine non riuscita: «Ecco perché non ce l’ha fatta»

Spunta nuova ipotesi sulla morte di Gigi Proietti, che si è spento all’alba del 2 novembre in una clinica romana. L’attore, secondo quanto riportato da “Dagospia” e rilanciato da altri giornali italiani come “Libero Quotidiano” e “Il Giornale”, era stato operato un anno e mezzo fa all’aorta. Un intervento ritenuto anni fa complicato, ma oggi considerato dai medici di routine. Tuttavia non si può mai scansare del tutto la possibilità di qualche rischio: «La sua purtroppo non è riuscita», scrive il sito. «È stato operato per la seconda volta. E non ce l’ha fatta».

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Gigi Proietti

Gigi Proietti com’è morto, operazione di routine non riuscita: «Ecco perché non ce l’ha fatta»

Fabrizio Lucherini, il medico radiologo della clinica, in cui era stato ricoverato Gigi Proietti, ha spiegato: “Quando gli ho fatto la tac, pochi giorni fa, ironizzava sulle sue condizioni: ‘Come vado? Je la faccio?’, chiedeva. Non l’ho mai percepito ansioso e preoccupato. Era lui, è sempre stato lui. Da anni era un cardiopatico grave ed è venuto qui il 17 ottobre scorso già in condizioni preoccupanti. Anche diversi anni fa per motivi analoghi, aveva avuto un ricovero, ma questa volta era diverso”, scrive il “Messaggero”. “Il problema di un cuore che non funziona bene crea uno scompenso su tutto il resto, dando il via a patologie multiorgano. Negli ultimi giorni  si è aggravato moltissimo. Gli ho fatto la tac che era ancora lucido, ma c’erano davvero troppe complicanze”, ha proseguito il professore.

Gigi Proietti

L’omaggio del medico: «Abbiamo perso forse il più grande attore di tutti i tempi, io una folla come quella di questa mattina qui in clinica non l’ho mai vista per nessuno»

Il dottor Fabrizio Lucherini si è lasciato andare ad un omaggio: «Abbiamo perso forse il più grande attore di tutti i tempi, io una folla come quella di questa mattina qui in clinica non l’ho mai vista per nessuno». E ha ricordato un aneddoto«Di lui conservo ancora un ricordo di qualche anno fa, quando con la squadra di calcetto avevamo vinto una coppa e andammo a festeggiare nel suo ristorante preferito. Lui era lì con delle persone, lo abbiamo chiamato al tavolo per un brindisi ed è rimasto con noi al tavolo». Leggi anche l’articolo —> Gigi Proietti e quell’ultima lezione ai politici: «Il teatro andrebbe curato di più dalle istituzioni»

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