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Giorgetti: «Draghi al Colle per gli interessi del Paese», la strategia per andare subito al voto

Draghi al Quirinale? Non solo. Tanti gli argomenti toccati dal fidato collaboratore del premier nell’intervista concessa a «La Stampa». Di Lega ce ne è «una sola, fatevene una ragione» e non esistono due linee al suo interno: «Per niente. Al massimo sensibilità diverse. Amando le metafore calcistiche direi che in una squadra c’è chi è chiamato a fare gol e chi è chiamato a difendere. Io per esempio ho sempre amato Pirlo. Qualcuno deve segnare, qualcuno deve fare gli assist». Così il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti.

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Il ministro Giorgetti: «Draghi al Quirinale per gli interessi del Paese», la strategia per andare al voto

Altri argomenti seri? Draghi. «Vorrei che rimanesse lì per tutta la vita. Il punto è che non può» perché «appena arriveranno delle scelte politicamente sensibili la coalizione si spaccherà. A gennaio mancherà un anno alle elezioni e Draghi non può sopportare un anno di campagna elettorale permanente. Da gennaio la musica sarà diversa. I partiti smetteranno di coprirlo e si concentreranno sugli elettori», ha sottolineato Giorgetti. Secondo il ministro dello Sviluppo Economico «l’interesse del Paese è che Draghi vada subito al Quirinale, che si facciano subito le elezioni e che governi chi le vince». Una conversazione che fa capire quanto la questione della corsa al Colle stia diventando sempre più urgente, quanto stia prendendo corpo. Ieri anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi si è espresso su chi possa subentrare a Sergio Mattarella, lanciando l’ipotesi di un asse con il centrodestra. Tra i papabili anche Pier Ferdinando Casini: «Non lo escluderei. È amico di tutti, no?», ha detto Giorgetti. Ma le ipotesi in ballo sono molte: e se Mattarella concedesse inaspettatamente un bis? Per l’esponente leghista non è questa una strada di facile percorrenza: «Mattarella resta solo se tutti i partiti lo votano. E la Meloni ha già detto che non lo voterà». Stesso discorso per Salvini: «Penso che non lo voterebbe».

Al di là di Draghi al Quirinale ce ne sono di nomi: dalla presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati al ministro della Giustizia Marta Cartabia. Una donna al Colle sarebbe una bella novità. E ancora i soliti nomi che circolano da settimane: Silvio Berlusconi, Romano Prodi, Marcello Pera, Dario Franceschini, Paolo Gentiloni e Walter Veltroni.

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Cosa ha detto sulle elezioni amministrative a Roma

Nel corso dell’intervista Giancarlo Giorgetti ha parlato anche delle elezioni amministrative: «Roma? Dipende da quanto Calenda riesce a intercettare il voto in uscita dalla destra. Nei quartieri del centro penso che sarà un flusso significativo. Ma non so come ragionino le periferie. Se Calenda va al ballottaggio con Gualtieri ha buone possibilità di vincere. E, al netto delle esuberanze, mi pare che abbia le caratteristiche giuste per amministrare una città complessa come Roma», ha spiegato il ministro. Ma se al ballottaggio ci vanno Gualtieri e Michetti? «Vince Gualteri», ha detto tranchant il leghista. A Milano invece? «Sala può vincere al primo turno», ha aggiunto lapidario Giorgetti. Leggi anche l’articolo —> Quotazioni del Generale Figliuolo alle stelle: ecco “a chi potrebbe soffiare il posto” | Retroscena

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