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Haiti, liberato l’ingegner Giovanni Calì, preso in ostaggio da una gang locale

L’ingegnere siciliano Giovanni Calì si trovava ad Haiti per lavorare alla costruzione di alcune strade. Il 1° giugno scorso un gruppo di banditi locali lo ha rapito presso il cantiere dove lavorava. La Farnesina ha annunciato che dopo 22 giorni l’uomo è stato rilasciato.

Giovanni Calì Haiti

Giovanni Calì rapito ad Haiti (da economysicilia.it)

Giovanni Calì Haiti liberato: era stato rapito da una banda criminale locale

“Il nostro connazionale era stato prelevato presso il cantiere dove lavorava da un gruppo criminale locale. La liberazione, dopo soli 22 giorni, è stata possibile grazie al lavoro quotidiano della nostra intelligence e dell’Unità di Crisi, che ha mantenuto giorno dopo giorno i contatti con la famiglia in Sicilia”. Questo l’annuncio della Farnesina dopo la liberazione di Giovanni Calì.

Anche il Ministro degli Affari Esteri, Luigi di Maio ha pubblicato un post su Twitter (@luigidimaio) sulla liberazione dell’ingegnere. “È stato appena liberato l’ingegnere Giovanni Calì, rapito il primo giugno scorso ad Haiti – ha scritto il ministro – il nostro connazionale era stato prelevato da un gruppo criminale locale presso il cantiere dove lavorava. Grazie alla nostra intelligence e alla Farnesina.”

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Giovanni Calì rapito ad Haiti: cosa è successo

Calì stava prestando servizio alla ditta di costruzioni Bonifica Spa, con sede a Roma, che gli aveva affidato il compito della costruzione di una strada ad Haiti. Gli inquirenti hanno subito capito che si trattava di un gesto compiuto da criminali locali. Di solito i banditi agiscono contro funzionari stranieri, sacerdoti e altri individui che possiede un interessante portafogli con lo scopo di chiedere un riscatto. Questo tipo di attività è diventata sempre più frequente ad Haiti, uno tra i paesi più poveri al mondo. Solo l’anno scorso ci sono stati ben 243 rapimenti. Sembra che in questo caso l’artefice del crimine sia proprio la gang 400 Mawozo, già nel mirino delle forze dell’ordine per il rapimento di sette religiosi cattolici a Port-au-Prince. La banda avrebbe chiesto per il rilascio di Calì un riscatto di 500mila dollari.

l’ingegnere aveva lavorato alla Provincia di Catania come assessore ai Lavori pubblici, poi dirigente (Pianificazione territoriale, Protezione civile e Trasporti) fino al 2011. Poi ha intrapreso la carriera di imprenditore, con una società di costruzioni specializzata in lavori all’estero. Durante il suo incarico a Catania aveva conosciuto e collaborato per diversi anni con Nello Musumeci, che allora era presidente della giunta della Provincia di Catania. L’attuale presidente della Regione Sicilia aveva espresso la sua solidarietà quando ha saputo del rapimento di Calì. “Spero in una soluzione rapida e serena per tutti, soprattutto per lui, per la sua famiglia e per i suoi amici”.>>Tutte le notizie

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