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Riforma fiscale e Rdc, Conte: «Noi leali a Draghi, ma non staremo zitti e buoni»

«Ho sentito Draghi, il reddito verrà rifinanziato e modificato in base alle nostre proposte. Noi siamo leali al governo, ma non abbiamo firmato assegni in bianco. Non staremo “zitti e buoni” se si tratta di difendere i nostri valori. Partiti e movimenti sono l’anima della democrazia, non un fastidioso rumore di fondo». Così Giuseppe Conte in un’intervista concessa a «Il Corriere della Sera». A Monica Guerzoni il leader del M5s non ha detto di disapprovare il metodo Draghi, ma di pretendere il rispetto degli impegni assunti. L’ex premier ha dichiarato poi di non essersi pentito di non aver fondato un partito da zero e ha dato il suo parere sulla corsa al Colle che vede in testa proprio l’attuale presidente del Consiglio. Spazio anche alla riforma fiscale e al reddito di cittadinanza.

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Riforma fiscale e Rdc, Conte: “Noi leali a Draghi, ma non staremo zitti e buoni”

Conte non ha voluto creare un partito a suo nome e potesse tornare indietro dice che farebbe lo stesso: «Non rimpiango nulla, anzi. Gli attacchi della stampa e di alcuni avversari politici sono una conferma che siamo sulla strada giusta. Il processo di rilancio del M5S è solo all’inizio e già facciamo tanta paura. Occorrerà tempo per raccogliere il risultato della semina», ha dichiarato l’avvocato, che resta, stando ai sondaggi, il leader più apprezzato dopo Draghi. «Nella maggioranza c’è una fase di tensione tra forze eterogenee, ma c’è anche un malessere diffuso in buona parte del Paese. Spetta al governo e alle forze responsabili dialogare con i cittadini che rifuggono la violenza, ma vivono con angoscia e preoccupazione questa ripartenza», ha affermato Conte, che non intende mettere sotto pressione l’esecutivo. Con Draghi i rapporti sono buoni, si sentono. A proposito della manovra finanziaria Conte ha detto: «Le nostre non sono bandierine, prova ne sia la proroga del superbonus che vale 12 miliardi di Pil all’anno. Quanto a Quota 100, non ha retto l’analisi costi/benefici sulle casse pubbliche, per cui la soluzione migliore è puntare a meccanismi di pensionamento anticipato graduati sulla diversa gravosità del lavoro».

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«Berlusconi? A lui faccio gli auguri per la recente assoluzione a Siena, ma non è lui il candidato del M5S al Quirinale»

A proposito della scelta del nuovo presidente della Repubblica Conte ha dichiarato: «Il totonomi rischia di diventare una distrazione per l’azione del governo. Il M5S continua a lavorare per contrastare il caro bollette, proteggere famiglie e imprese in difficoltà, garantire una efficace attuazione del Pnrr. A tempo debito daremo il nostro contributo per eleggere una personalità di alto valore morale, che garantisca al meglio l’unità nazionale». Poi la puntualizzazione: «Un no a Draghi? È un no a chi tira Draghi per la giacca. Lo spingono al Quirinale, lo vincolano a rimanere sino a fine legislatura, lo proiettano oltre il 2023. Tutto e il contrario di tutto. Il M5S non pensa alle proprie convenienze ed è per questo che non vogliamo contribuire a distrarre il governo: c’è da fare la riforma del fisco, delle pensioni, degli ammortizzatori sociali, del salario minimo…». Conte ha assicurato infine che il leader azzurro Berlusconi non potrà mai essere sostenuto da M5s: «A lui faccio gli auguri per la recente assoluzione a Siena, ma non è lui il candidato del M5S al Quirinale». Leggi anche l’articolo —> Riforma delle pensioni, Draghi archivia Quota 100. Le possibili alternative (e i paletti alla Lega)

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