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Il nuovo Statuto sarà il banco di prova per la tenuta del M5S

Il nuovo Statuto del Movimento 5 Stelle sta prendendo forma. Sarà un difficile meccanismo di equilibri che tenterà di far rimanere in piedi il partito, e soprattutto di permettere a Giuseppe Conte e a Beppe Grillo di convivere, nonostante le divergenze. Secondo quanto di apprende, infatti, il testo che i pentastellati si preparano a votare permetterà all’ex presidente del Consiglio di avere pieni poteri sulla linea politica del Movimento, ma allo stesso tempo concederà al garante di poterlo sfiduciare in qualsiasi momento. Insomma: un vero e proprio gioco di bilanciamento.

grillo contro conte

Grillo Conte e il nuovo Statuto

Sarà un sistema di pesi e contrappesi a far galleggiare il Movimento 5 Stelle, almeno per ora. Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, infatti, Giuseppe Conte, come presidente, sarà “l’unico titolare responsabile dell’azione politica” del Movimento, e avrà il potere di nomina sulla segreteria. il comitato nazionale che appoggerà la presidenza sarà composto da tre vicepresidenti, scelti sempre dall’ex presidente del Consiglio, e da altre figure. Tuttavia, avrà un ruolo principalmente consultivo. Ancora non sono stati espressi i nomi ufficiali dei vice: si parla di Vito Crimi, di Alfonso Bonafede, di Paola Taverna. Ma rimangono, al momento, tutte ipotesi. Presto, appena sarà reso noto il progetto, si scopriranno anche i nomi ufficiali. Sembra inoltre che Conte presiederà due nuove strutture interne: il comitato di prossimità territoriale, un organo che avrà il compito di rinsaldare l’azione con le realtà territoriali, e la scuola politica. Un po’ sulla scia di Enrico Letta.

Il sistema messo in piedi, tuttavia, rischia di essere una vera e propria bomba a orologeria. Beppe Grillo sarà il “custode dei principi fondamentali della linea politica”, a confermare l’autorità del garante rispetto alle questioni più spinose. Mentre Conte sarà, appunto, il presidente. Il che rischia di provocare una serie di scontri non indifferenti. Inoltre, Grillo sarà “depositario dell’interpretazione autentica delle norme dello statuto”, il che significa che il suo parere non sarà sindacabile. E non è tutto: potrà proporre all’assemblea la sfiducia del presidente, quindi di Conte, qualora lo ritenesse necessario. A differenza delle regole dettate dal vecchio Statuto, però, il nuovo prevede che qualora la mozione non dovesse essere accolta, allo Grillo non potrebbe presentarne un’altra per i successivi dodici mesi. Questa decisione è stata presa per riuscire a garantire sia la possibilità di cambiamento che la continuità dell’azione.

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conte grillo

Il ruolo fondamentale del comitato di garanzia nella sfida Grillo-Conte

Beppe Grillo, in quanto garante, poi, potrà proporre i nominativi per i due organi di garanzia: il comitato di garanzia e il collegio dei probiviri. Proprio sul comitato di garanzia si posiziona un altro nodo importante del Movimento 5 Stelle del futuro. Attualmente i tre componenti, Crimi, Lombardi e Cancelleri, hanno espresso la loro posizione contraria rispetto a Grillo. La loro figura, tra l’altro, è in scadenza, e tutti e tre sembra che abbiano deciso di lasciare la carica dopo l’approvazione del nuovo Statuto. Il ruolo del comitato di garanzia è cruciale: proprio da lì, infatti, passeranno i regolamenti per tutte le candidature, e inoltre i tre nominati potranno proporre la sfiducia sia del leader che del garante. Infine, stando alle nuove regole, il tesoriere sarà scelto di comune accordo tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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