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“Il Collegio 5”, professor Maggi: «I ragazzi venivano dal lockdown, ci saranno scintille»

Su Leggo’ l’intervista al professor Maggi de “Il Collegio 5”, il docu-reality di Banijay Italia, diventato ormai un cult, ripartito ieri sera, martedì 27 ottobre, alle 21.20, su Rai 2. I ragazzi sono chiamati a vivere il 1992, un anno cruciale per la storia del nostro paese. «Allora grandi aperture: era caduto il muro di Berlino da qualche anno, è il momento del crossover, c’è una prospettiva di grande libertà. Ma i collegiali sono arrivati dopo essere stati chiusi in casa per il lockdown, con una carica davvero unica, inedita, e in ogni puntata ci saranno scintille», ha annunciato l’insegnante di Italiano ed Educazione Civica.

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professor maggi

“Il Collegio 5” professor Maggi: «I ragazzi venivano dal lockdown, ci saranno scintille»

I collegiali catapultati da un lockdown all’altro sostanzialmente«Sì, sono entrati in collegio e non sono più usciti. Anche gli altri anni, ma stavolta a maggior ragione, perché c’erano delle norme molto rigorose da seguire per evitare contagi», ha spiegato Andrea Maggi, che è insegnante anche nella vita reale. A proposito della didattica a distanza, che con l’ultimo dpcm firmato da Conte è stata portata alle superiori al 75%, l’insegnante ha detto: «È sicuramente preziosissima per supplire, ma non può essere sostitutiva perché non è inclusiva. Essa ha escluso i ragazzi con bisogni speciali e sicuramente ha favorito la dispersione scolastica. Però penso anche all’importanza che ha per gli studenti ospedalizzati: io ad esempio già la utilizzavo perché ne ho uno che sta seguendo delle terapie molto delicate, per casi come questo è preziosissima».

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«Didattica a distanza? I ragazzi hanno bisogno della dimensione sociale»

Il professor Maggi difende infatti a spada tratta la didattica in presenza: «I ragazzi hanno bisogno della dimensione sociale, per imparare i comportamenti civici e instaurare i rapporti sociali». Ma la scuola è davvero sicura? Ha ragione la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina? «I ragazzi hanno capito che le mascherine sono un obbligo. Nella mia scuola ad esempio hanno imparato la regola che possono essere tenute abbassate laddove è possibile il distanziamento di sicurezza, mentre devono essere indossate quando non è possibile. Mi sento di dire che a scuola la sicurezza, se non è totale, lo è quasi. Il problema è quando i ragazzi escono; quando salgono su un pulmino, un autobus, una corriera, dove sono stipati come sardine. Lì bisogna solo sperare nella responsabilità di tutti, ma fidarsi è bene, non fidarsi è meglio», ha detto il docente. Leggi anche l’articolo —> “Il Collegio 5” al via da stasera: le riprese al “Convitto Regina Margherita” di Anagni

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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