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Taranto, 20 anni di carcere per i proprietari dell’ex Ilva, 3 anni e mezzo per Nichi Vendola

Ilva Taranto: la Corte d’Assise ha emesso il verdetto riguardante la vicenda dello stabilimento siderurgico pugliese. Il tribunale ha giudicato colpevoli i principali imputati del processo Ambiente Svenduto sul presunto disastro ambientale causato dall’acciaieria sotto la gestione di Nicola e Fabio Riva. L’area dell’ex Ilva è stata confiscata.

Ilva Taranto

Ilva Taranto sentenza

I capi d’accusa di cui erano responsabili gli imputati sono molteplici: vanno dall’associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, all’omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro, poi ancora avvelenamento di sostanze alimentari, corruzioni in atti giudiziari, omicidio colposo e altre imputazioni.

Gli imputati erano stati rinviati a giudizio nel 2015, ma il dibattimento iniziato davanti alla Corte d’Assise era stato annullato qualche mese più tardi e si era tornati in udienza preliminare. L’anno dopo ha preso il via il secondo processo e oggi, 31 maggio 2021, si è concluso con una maxi sentenza.

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Ilva Taranto sentenza: i candannati

Al processo chiamato “Ambiente Svenduto” in totale erano coinvolti 44 persone e tre società. La Corte d’Assise di Taranto ha condannato Fabio e Nicola Riva. La pubblica accusa aveva chiesto 28 anni per Fabio Riva e 25 anni per Nicola Riva. I due ex proprietari e amministratori dell’Ilva dovranno scontare una pena di 22 e 20 anni di carcere, questo è quanto ha stabilito la Corte. Anche l’ex governatore della Puglia Nichi Vendola dovrà scontare tre anni e mezzo di reclusione, contro i 5 chiesti dai pm. Vendola è accusato di concussione aggravata in concorso, in quanto, secondo la tesi degli inquirenti, avrebbe esercitato pressioni sull’allora direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, per far “ammorbidire” la posizione della stessa Agenzia nei confronti delle emissioni nocive prodotte dall’Ilva.

La Corte d’Assise di Taranto ha condannato Girolamo Archinà, ex responsabile delle relazione istituzionali, a 21 anni e 6 mesi di carcere. 21 anni anche per l’ex direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso. Lorenzo Liberti, ex consulente della procura, dovrà scontare 17 anni e sei mesi di prigione. Giorgio Assennato, ex direttore generale dell’Agenzia per l’ambiente (Arpa) della Puglia, è condannato a 2 anni, accusato di favoreggiamento nei confronti di Vendola. >>Tutte le notizie

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