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Italia fase 2, rivoluzione nei trasporti pubblici: ecco cosa potrebbe cambiare

L’Italia intera si sta preparando ad affrontare le numerose sfide della fase 2 che inizierà il 4 maggio 2020 dopo la chiusura totale dettata dal governo per l’emergenza da Covid-19. Ripartire non sarà facile, ma neanche impossibile. Bisognerà usare tutte le precauzioni possibili per far sì che tutti i risultati positivi ottenuti con il lockdown non diventino vani. Un aspetto della vita quotidiana su cui si dovrà intervenire con cautela è quello legato al trasporto pubblico. Moltissimi italiani usano metro, autobus, tram e treni per recarsi nel proprio posto di lavoro. Cosa cambierà durante la fase 2 per quanto riguarda i trasporti pubblici? Sicuramente almeno per il momento le corse sfrenate nel prendere l’ultima metro e il sovraffollamento saranno un lontano ricordo.

fase 2 trasporti pubblici

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Italia fase 2: i trasporti pubblici

Il Governo in queste ultime ore sta lavorando per far sì che l’Italia riprenda a muoversi. Tra i vari argomenti da affrontare per la fase 2 in Italia c’è quello dei trasporti pubblici. Per garantire la maggior sicurezza possibile ai passeggeri bisognerà gestire al meglio gli orari di punta, imporre l’obbligo di mascherine e guanti e disinfettare in maniera continua i mezzi. Dunque una vera e propria rivoluzione. Oliviero Baccelli, docente di economia e politica dei trasporti all’università Bocconi di Milano, in un’intervista al Quotidiano.net, ha spiegato come saranno i trasporti pubblici nella fase 2.

Il professore Baccelli ha dichiarato: «Dovranno adattarsi. Bisognerà garantire la sanificazione magari più volte al giorno, limitare la portata dei mezzi e per ovviare alla ridotta capacità occorrerà aumentare la frequenza. Per le metro si potrebbero anche creare, soprattutto per le zone centrali, ’linee gemelle’ effettuate da autobus, in modo da compensare la riduzione della portata dei convogli. Non essendoci in questa fase un mercato per i bus turistici si potrebbero utilizzarli per creare linee navetta da e per grandi aziende o aree industriali o luoghi di forte domanda. Nessuno di questi interventi sarà però risolutivo se non si interverrà per ridurre i picchi degli orari di punta. La chiusura delle scuole e lo smart working già aiutano, ma serve di più. Va previsto uno sfasamento nell’apertura di negozi e orari di lavoro»

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La distanza nei mezzi pubblici

La prima cosa da evitare all’interno dei mezzi pubblici è dunque il sovraffollamento. Spesso i treni, e non solo, negli orari di punta sono pienissimi e questa cosa durante la fase 2 non dovrà minimamente accadere. A tal proposito il Premier Giuseppe Conte ha spiegato: «Dobbiamo valutare anche i flussi dei lavoratori che la riapertura di queste imprese genera. Le percentuali di chi usa i mezzi pubblici, i mezzi privati, in quali orari, con quale densità. Come possiamo garantire all’interno dei mezzi di trasporto la distanza sociale? Come possiamo evitare che si creino sovraffollamenti, le famose “ore di punta”? Come favorire il ricorso a modalità di trasporto alternative e decongestionanti?». Per ora tra le varie soluzioni ipotizzate ci sono l’idea di promuovere sempre più lo smart working e l’uso di un app per evitare le file nelle varie fermate. Infine, potrebbero arrivare anche diversi incentivi nell’utilizzare la bici per raggiungere il proprio posto di lavoro. >>Coronavirus Italia fase 2, chi riapre il 4 maggio: cosa non potremo ancora fare

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