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J-Ax: «Legalizzazione della cannabis? La criminalità organizzata fa resistenza, ha molto da perdere»

Mentre è in giro per l’Italia impegnato nel tour di presentazione del nuovo disco ReAle, uscito lo scorso 24 gennaio e anticipato dal singolo in coppia con Max Pezzali, La mia hit, J-Ax esprime con molta chiarezza quello che è il suo punto di vista sulla legalizzazione della cannabis. È Fanpage.it ad accogliere le parole del re del rap italiano. Nonostante la recente sentenza della Cassazione che ha aperto la strada alla coltivazione domestica di cannabis con un verdetto storico, secondo J-Ax il cammino è ancora in salita. E l’ostacolo principale sarebbe posto proprio dalla criminalità organizzata che, in caso di legalizzazione, sarebbe la prima a “perderci molto”.

j-ax cannabis

J-Ax sulla legalizzazione della cannabis: «Chi ha da perderci molto è la criminalità organizzata»

Sponsor di un marchio di marijuana legale, la Maria Salvador – proprio come il titolo del suo celebre brano – J-Ax spiega il suo punto di vista in merito all’apertura alle droghe leggere. «Tanto di cappello alla Cassazione, – dice a Fanpage.it riferendosi alla sentenza storica dello scorso 19 dicembre 2019però voglio dire che comunque l’Italia, pure quando al Governo c’erano persone favorevoli, non voglio dire legalizzare, ma a fare dei passi avanti verso la normalizzazione della cannabis, si sono sempre scontrate con delle forze molto potenti e importanti che bloccano tutto.

Più che un problema di volontà pubblica, – ha affermato – credo che da noi ci sia una grossa influenza malavitosa nei confronti del potere. Chi ha da perderci molto, nel caso di una legalizzazione, di un cambiamento di rotta per quanto riguarda le politiche sulla cannabis, sarebbe proprio la criminalità organizzata. Per questo penso che il motivo per cui tutti gli emendamenti vengono bloccati all’ultimo momento sia per colpa delle pressioni che fanno questi grandi gruppi criminali».

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«Il grosso del mercato sono le signore oltre i 40 anni»

Poi, in quanto sponsor della “Maria legale”, il rapper aggiunge: «Conosco un po’ l’ambiente dei rivenditori e vedo, sento i media che dicono che sono i ragazzini ad andare in questi negozi, ma – spiega – il core business di questi negozi sono le signore oltre i 40 anni che magari non riescono a dormire, si prendono gocce di CBD o l’erba legale, quello è il grosso del mercato, almeno di quelli che conosco io. Invece il ragazzino, purtroppo, continua a comprarsela in piazza perché è illegale e quindi ancora trasgressivo».

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