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“Letta? Il Pd è una macchina rotta a cui si continua a cambiare autista, ma non il motore”

“Il Pd è una macchina rotta a cui si continua a cambiare autista, ma non il motore”. E’ tranchant Dario Corallo, 33 anni, esponente del Pd e già candidato alla segreteria nelle primarie che portarono all’elezione di Nicola Zingaretti a novembre del 2018. Non crede nella svolta con l’elezione a segretario di Enrico Letta, perché a suo dire l’assemblea Pd “non è più l’organo sovrano, è solamente una camera di compensazione per decisioni prese altrove”, dice ai microfoni di Radio Cusano Campus. (segue dopo la foto)

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Letta nuovo segretario Pd, Corallo: il partito “è una macchina rotta cui si continua a cambiare autista ma non il motore”

Sull’assemblea e l’elezione di Letta a segretario del Pd, Dario Corallo è molto critico. “La cosa che mi ha divertito – ha detto ai microfoni de “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus – è che la presidente Cuppi ha iniziato sottolineando l’importanza del confronto e della discussione interna. Ma poi ha aggiunto: tuttavia oggi non ci sarà dibattito perché online è complicato”.

“Ieri si è riunita un’assemblea, ma nei fatti tutta Italia sapeva che Letta sarebbe stato il nuovo segretario. Le cose sono due: o l’assemblea si riunisce di nascosto quotidianamente oppure quell’assemblea è una formalità e non è più l’organo sovrano, è solamente una camera di compensazione per decisioni prese altrove. Un partito così non so quanto possa funzionare. Il rischio per Letta è di essere diventato il prossimo ex segretario. Il Pd è una macchina rotta a cui si continua a cambiare autista, ma non il motore”

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“Letta ha parlato di giovani al centro, ma i giovani non sono una categoria uniforme”

Riguardo al discorso di Enrico Letta sui giovani Dario Corallo è altrettanto caustico. “Letta ha parlato di giovani al centro, ma i giovani non sono una categoria uniforme”, ha detto. “Ad esempio, io con il figlio della famiglia Elkann non ho nulla da spartire. I giovani in sé non sono una categoria. E’ vero che oggi c’è una corrispondenza tra le fasce più deboli economicamente e i giovani, ma non sono quelli di cui ha parlato Letta”.

“Quando Letta ha parlato di occuparsi dei giovani che vanno all’università –  ha proseguito Corallo – il problema è che i giovani che vanno all’università sono il 20%. Oggi c’è una massa enorme di ragazzi e ragazze che pur lavorando restano poveri e questo è il punto essenziale. Ho apprezzato molto quando Letta ha detto: non dobbiamo cercare di fare politica per loro, ma dobbiamo cercare di portarli a fare politica, questo mi sembra un enorme passo avanti rispetto alle cose dette dai suoi predecessori”.

Letta nuovo segretario Pd, Corallo: “Ius soli? Estenderei il problema a tutti gli stranieri”

Sullo ius soli Corallo si trova d’accordo con Letta, affermando che si tratta di una battaglia di civiltà “che secondo me va fatta”. Poi aggiunge: “Mi interrogo se il punto sia sui cittadini figli di stranieri nati in Italia, io estenderei il problema a tutti gli stranieri. Oggi ci sono tanti stranieri che lavorano in Italia, pagano le tasse in Italia, ma non hanno il diritto di voto”.

“Il problema è sempre di classe – sottolinea – a chi conviene lo sfruttamento di queste persone? Con la cittadinanza cambierebbe molto, in termini di possibilità di ricatto, di potersi costruire un futuro. Questo è un tema identitario, in questa chiave assume la funzione di compattare una parte dei nostri intorno ad una battaglia, il punto è che è un tema non concepito come problematica dal Paese. Dovremmo riuscire ad unire il tema della battaglia per i giovani con quella per la cittadinanza”.

Infine anche un commento sul voto ai 16enni. “E’ una vecchia battaglia. Io sono sostanzialmente d’accordo –  dice – penso che ci sia margine di costruzione di un allargamento della platea elettorale, quello che mi chiedo è se siamo così sicuri che i più giovani votino noi. Bisognerebbe porsi il problema su come intercettare quel voto”. >> Le notizie sul Partito Democratico

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