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Luca Zaia furioso: «Troppa movida, pronti a tornare in casa con il silicone»

Il governatore del Veneto Luca Zaia insorge in seguito alla veloce ripresa di aperitivi ‘smodati’ di piazza, assembramenti e scarso uso di protezioni individuali. E come lui tanti altri presidenti di regione e sindaci preoccupati dalla situazione di ‘libertinaggio’ vigente dal Nord al Sud della penisola. A poco sono servite le raccomandazioni della vigilia: “Non è un via libera tutti”, “È necessaria una graduale ripresa della normalità”. Il popolo italiano, aperti i ‘cancelli’, si è riversato in strada come e peggio di prima. Diverse le cartoline di locali affollati, vie gremite di gente noncurante del distanziamento sociale e senza mascherina. Da Foggia, a Cagliari, a Napoli, a Milano.

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luca zaia

Assembramenti e mancato rispetto delle regole: da Nord a Sud è ‘festa’

Il capoluogo meneghino era stato, in questo, precursore: ancor prima dell’apertura di bar e ristoranti, avevano fatto scalpore le immagini dei Navigli zeppi di gente. Non era mancato il sopralluogo del sindaco Sala che aveva mandato sul posto rinforzi di vigili per controlli che forse, fino ad allora, non erano stati così solerti. Sull’esempio di Milano anche la Vucciria di Palermo, i portici di Bologna, le piazze di Padova, la stessa Bergamo che proprio qualche giorno fa ha ricevuto il monito del sindaco Gori. L’avvertimento è chiaro: chiusura totale se viene meno il rispetto delle regole.

luca zaia furioso movida

Luca Zaia: «Se aumenteranno i contagi torneremo a chiuderci in casa con il silicone»

«Non ho nulla contro la festa, – risuonano così le parole di Luca Zaiama divieto di assembramento e uso della mascherina sono la conditio sine qua non, il salvavita per la tutela dei cittadini». Dunque l’avvertimento: «Se aumenteranno i contagi richiuderemo bar, ristoranti e spiagge e torneremo a chiuderci in casa con il silicone». La speranza è che ripiombare nel lockdown possa spaventare, e allora ecco l’appello al senso civico dei cittadini con una considerazione: «Sarebbe un fallimento obbligare le persone all’uso della mascherina. Non siamo in uno Stato di polizia».

Stesse ‘minacce’ anche dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: «Non vorrei essere costretto a chiudere aree della città. Bisogna finirla con le passeggiate inutili, tutti nello stesso posto». È ai giovani che si rivolge, invece, Virginio Merola, primo cittadino di Bologna: «Siate voi – dice – le sentinelle della giusta distanza, date l’esempio agli adulti». Taglia la testa al toro il sindaco di Caserta, Carlo Marino che, per «evitare pericolosi assembramenti serali all’esterno di bar, pub e locali notturni», dal 21 maggio al 2 giugno fa divieto a tutti gli esercizi commerciali di vendere qualsiasi bevanda, alcolica o analcolica, dopo le 23. >> Coronavirus, i numeri di oggi: +2.075 guariti, i malati scendono a 65mila

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