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Mafia operazione “Mani in Pasta”: 91 arresti tra Palermo e Milano

Mafia operazione Mani in pasta arresti. Sono 91 le persone finite in manette questa mattina in una maxi-operazione della Procura di Palermo contro Cosa nostra siciliana e le sue ramificazioni in Lombardia. Al centro delle indagini dei magistrati antimafia la storica famiglia dell’Acquasanta, i Fontana. Colpite in particolare le nuove generazioni della cosca, che avevano reinvestito i proventi delle attività criminali in numerose attività economiche. Tra i prestanome dei boss anche un ex concorrente del reality tv “Grande Fratello”. Sono stati sequestrati beni per oltre 5 milioni di euro. Tutti i dettagli.

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Mafia operazione Mani in pasta arresti: chi sono i fermati oggi

Nel maxiblitz eseguito all’alba di oggi Guardia di Finanza di Palermo in tutta Italia con 91 arresti è stato colpito il vecchio clan mafioso dell’Acquasanta di Palermo. Si tratta di una cosca definita tra le più potenti di sempre già dallo storico pentito Tommaso Buscetta. In particolare sono finiti in manette gli eredi della famiglia Fontana che anni fa si erano trasferiti in Lombardia e dove gestivano il business della vendita del caffè.

In manette sono finiti i fratelli Gaetano (44 anni), Giovanni (42 anni) e Angelo Fontana (40 anni), i figli di Stefano Fontana, ritenuto uno dei fedelissimi del capomafia Totò Riina. Arrestata anche la figlia del boss dell’Acquasanta, Rita, e la moglie, Angela Teresi. Ai domiciliari anche un ex concorrente del Grande Fratello. Si tratta di Daniele Santoianni, l’ex broker di una società fallita che si era reinventato concorrente del reality nell’edizione numero 10. Finita l’esperienza in Tv, secondo quanto emerge dall’inchiesta, aveva iniziato a fare da prestanome in una società per la vendita del caffè controllata dai Fontana.

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Non solo caffè tra i business milionari dei mafiosi sotto la Madonnina

Scrive il Gip di Palermo che a firmato l’ordinanza di custodia cautelare per 91 persone. “La famiglia Fontana dello storico clan mafioso dell’Acquasanta e Arenella “ha saputo sviluppare, innanzitutto, una fiorente attività imprenditoriale a Milano, nel settore del commercio di orologi di lusso, attraverso società – gestite direttamente, in Italia, o per interposta persona, all’estero,- fondamentale strumento per ripulire e far transitare l’enorme quantitativo di denaro contante frutto dell’esercizio del potere mafioso, ancora una volta con l’ausilio di compiacenti soggetti a disposizione”. Tra questi, un noto commercialista milanese

Mafia operazione Mani in pasta arresti. Quella chiusa oggi dalla Procura di Palermo è un’indagine che ripercorre tanti nomi su cui aveva iniziato a indagare il giudice Giovanni Falcone, alla fine degli anni Ottanta. Nel regno dei boss dell’Acquasanta, in vicolo Pipitone, c’era la base operativa dei killer di Totò Riina, da lì partivano per gli omicidi eccellenti. >> Le breaking news di UrbanPost

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