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Malati di Covid effettivi, la “guerra” dei numeri: la stoccata di Matteo Bassetti

Malati di Covid effettivi, la “guerra” dei numeri alimentata da come vengono comunicati i dati dal ministero della Salute. A versare benzina sul fuoco oggi è Matteo Bassetti, direttore di malattie infettive al “San Martino” di Genova e tra i medici sempre esposti nella comunicazione della pandemia. (Continua a leggere dopo la foto)

Malati di Covid effettivi Bassetti

Malati di Covid effettivi, Bassetti: “Non c’è emergenza negli ospedali, viene contato anche chi ha altre patologie ma è positivo”

“In Liguria su 30 pazienti in terapia intensiva 24 sono non vaccinati. In area medica arrivano sia non vaccinati che vaccinati, ma questi ultimi hanno dei quadri clinici più blandi. L’anno scorso in reparto avevo il 90% di pazienti con il casco, oggi ne ho uno solo. Il problema è che vengono contati come malati di covid anche coloro che hanno altre patologie e un tampone positivo, l’ho già segnalato al Ministero”, ha detto il medico ai microfoni di Radio Cusano Campus.

“Se viene contato il malato covid che va in rianimazione esattamente come un malato di altra patologia che ha un tampone positivo – ha rincarato la dose Bassetti – vuol dire che viene fatto un conto solo per giustificare alcune misure. La situazione non è di emergenza, dobbiamo dirlo forte è chiaro. E’ di emergenza per i non vaccinati, ma per quanto riguarda i vaccinati che entrano in ospedale con tampone positivo, è evidente che questi andrebbero scorporati dal computo totale dei malati covid. Sbaglia il Cts? Questo non lo dico, ma forse bisognerebbe dare maggiore ascolto a chi fa il medico e meno a chi fa il teorico”.

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A proposito delle possibili nuove restrizioni a Natale Bassetti parla di “provvedimenti cosmetici”

“Io sento in questi giorni le tesi più disparate, come mettere i tamponi obbligatori per andare allo stadio anche a chi ha ricevuto tre dosi di vaccino”, ha detto il direttore di malattie infettive al “San Martino” di Genova. “Sono tutti provvedimenti cosmetici. L’unico provvedimento che bisognerebbe prendere con urgenza sarebbe quello di rendere il vaccino obbligatorio, approfittando di queste due settimane di chiusura delle scuole per vaccinare chi non è ancora vaccinato. Dopodiché bisognerebbe dare la possibilità a tutti di vaccinarsi in strutture aperte senza prenotazione e dire che dal 10 gennaio chi non è vaccinato paga una sanzione”.

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“Non si tratta di imporre un tso come qualcuno dice –  ha precisato Bassetti – si tratterebbe di porre una sanzione amministrativa. E’ stato giusto imporre l’obbligo a sanitari, docenti e forze dell’ordine, ma ora più che procedere per categorie di lavoratori, bisognerebbe procedere per fasce d’età, dai 40 anni in su, dove il virus picchia molto duro. Chi ha più di 40 anni per poter uscire e andare a lavorare dovrebbe essere vaccinato. Io come medico dico che ci vorrebbe l’obbligo vaccinale, poi decidere come applicarlo spetta ai politici, almeno qualcosa lo facciano loro”.

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