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Maria Chindamo rivelazione sconvolgente: «È stata macinata col trattore e data in pasto ai maiali»

Scomparsa Maria Chindamo, sconvolgente rivelazione di un pentito: «È stata macinata col trattore e data in pasto ai maiali». Sono al momento solo parole di un collaboratore di giustizia, tutte da vagliare e verificare. Non si può quindi parlare di svolta nelle indagini relative al sequestro ed omicidio dell’imprenditrice agricola calabrese scomparsa il 6 maggio 2016 davanti l’ingresso della sua tenuta agricola in contrada Carini di Località Montalto (Limbadi, Vibo Valentia).

MARIA CHINDAMO PENTITO TRITURATA E DATA IN PASTO AI MAIALI

Maria Chindamo: «È stata macinata col trattore e data in pasto ai maiali»

La donna, stando alla indiscrezione in oggetto, sarebbe stata quindi uccisa ed il suo corpo dato in pasto ai maiali. A rivelarlo alla Dda di Catanzaro è stato il collaboratore di giustizia Antonio Cossidente, ex componente del clan dei Basilischi, in Basilicata. Lo riporta anche l’Ansa: «Maria Chindamo, secondo quanto ha riferito Cossidente, sarebbe stata uccisa per punizione perché si sarebbe rifiutata di cedere un terreno a Salvatore Ascone, indagato per l’omicidio dell’imprenditrice.». A carico di Ascone, arrestato nel luglio 2019 e poi scarcerato dal Riesame, non vi sarebbero però elementi certi di colpevolezza. (Qui i dettagli —> Omicidio Maria Chindamo, perché i giudici hanno scarcerato il sospettato Salvatore Ascone: le motivazioni)

MARIA CHINDAMO PENTITO TRITURATA E DATA IN PASTO AI MAIALI

Maria uccisa per un terreno: le parole del pentito Cossidente

«Le dichiarazioni di Cossidente sono state acquisite agli atti del processo per le presunte pressioni sul collaboratore Emanuele Mancuso da parte dei suoi familiari per farlo ritrattare. A raccontare a Cossidente i fatti legati alla scomparsa di Maria Chindamo sarebbe stato proprio Emanuele Mancuso, figlio del boss Pantaleone.» (Fonte Ansa) Potrebbe interessarti anche  —> Maria Chindamo: spunta la misteriosa telefonata del suocero dopo la sua scomparsa

È stato quindi il collaboratore di giustizia Antonio Cossidente, ex componente del clan dei Basilischi, a rivelare i particolari macabri del sequestro ed uccisione della 44enne. Lo scorso febbraio il pentito avrebbe riferito ai magistrati della procura distrettuale di Catanzaro di aver appreso da Emanuele Mancuso, esponente di spicco dell’omonimo clan di Limbadi, anch’egli collaboratore di giustizia con il quale condivideva la cella nel carcere di Melfi, che Maria Chindamo sarebbe stata uccisa per punizione perché non voleva cedere i suoi terreni.

MARIA CHINDAMO PENTITO TRITURATA E DATA IN PASTO AI MAIALI

I particolari macabri della sua morte

Maria Chindamo dopo essere stata aggredita davanti l’ingresso della sua tenuta a Limbadi, sarebbe stata trascinata con forza su un furgone, poi portata in una casa colonica. Lì uccisa e buttata in un terreno, stritolata con la trebbiatrice e data in pasto ai maiali, tenuti a digiuno da parecchi giorni. In questi quattro anni i carabinieri coadiuvati dal Ris hanno ispezionato invano diversi casolari di quelle campagne, posto sotto sequestro macchine agricole e autovetture, con lo scopo di trovare tracce ematiche della donna. Sono stati utilizzati anche i cani molecolari fatti arrivare dalla Questura di Palermo, ma nessun elemento è mai emerso.

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