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Mario Roggero, il Tribunale di Milano dichiara inammissibile la seconda istanza

17/09/2026 11:00

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha dichiarato inammissibile l’istanza di differimento pena, legata alla richiesta di grazia, presentata da Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo che avevano assaltato il suo negozio nell’aprile 2021.

Caso Roggero: la rivelazione su uno dei rapinatori uccisi durante l’assalto alla gioielleria

Il secondo no in pochi giorni

Il provvedimento, depositato questa mattina, è il secondo rigetto dopo quello arrivato pochi giorni fa dal Tribunale di Sorveglianza di Torino, e risulta in linea con la richiesta della Procura generale. Anche in questo caso l’esito era stato anticipato dal parere del pubblico ministero generale Emma Gambardella, che aveva proposto l’inammissibilità dell’istanza già respinta a Torino.

Le parole di Roggero in aula

Durante l’udienza per discutere la propria istanza, Roggero ha preso la parola, dichiarando che ogni vita meriterebbe rispetto, secondo la metafora per cui tutti sarebbero gocce in un unico oceano. Parlando dei fatti per cui è stato condannato, il 72enne ha riconosciuto che avrebbe dovuto tenere un comportamento meno impulsivo e più riflessivo.

Il chiarimento dell’avvocato Marcolini

Il legale del gioielliere, l’avvocato Stefano Marcolini, ha precisato che parlare di pentimento in questo momento risulterebbe inappropriato, sottolineando come quel termine non sia mai stato utilizzato in udienza. Secondo Marcolini, sarebbe più corretto parlare di un percorso di revisione critica della propria condotta, che avrebbe comunque portato Roggero a quelle riflessioni.

Il precedente rigetto di Torino

La prima istanza, presentata dall’avvocato Stefano Marcolini, chiedeva in via principale il differimento dell’esecuzione della pena in attesa della decisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla domanda di grazia, e in subordine la detenzione domiciliare. Anche in quel caso la Procura generale aveva espresso parere negativo, con il Tribunale di Torino che aveva definito il differimento in attesa di grazia un’ipotesi residuale, con pochissimi precedenti giurisprudenziali, necessitando di un fumus boni iuris talmente evidente da giustificare quella che i giudici stessi avevano definito una quasi irrispettosa intrusione della magistratura di sorveglianza in un ambito di esclusiva prerogativa del Capo dello Stato.

Roggero resta in carcere a Bollate

Con questo secondo pronunciamento, Mario Roggero resta detenuto nel carcere di Bollate, mentre l’unica strada percorribile per un’eventuale modifica della sua posizione resta ora la decisione del presidente della Repubblica sulla domanda di grazia presentata nei suoi confronti.

Fonte: Ansa, Open, Today.it, con dichiarazioni dell’avvocato Stefano Marcolini

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