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Tutti gli uomini di Marta Marzotto, da Guttuso a Magri: la passione segreta per Pietro Ingrao

«Io ero una ragazza povera, poverissima. Ed ero tesa a conquistare il mio posto al sole». In un’intervista a «La Verità» Marta Marzotto parlava così del suo passato. Lei, figlia di una mondina, Alma Spadoni, e di un casellante delle ferrovie, Guerrino Vacondio, nacque a Borzano di Albinea. I primi tre anni di vita li ha vissuti in un brefotrofio dalle suore di Reggio Emilia. Venne registrata dalle religiose come Carla Iarri; soltanto dopo il ricongiungimento con i genitori venne chiamata Marta. Giovanissima si trasferì a Mortara, in Lomellina, dove cominciò a lavorare dapprima come mondina, nelle risaie tra “enormi bisce nere che sentivo sgusciarmi attorno alle caviglie”, poi l’arrivo a Milano, dove mosse i primi passi come modella presso la sartoria delle sorelle Aguzzi. È stata anche mannequin all’atelier di alta moda dello stilista Vincenzo Ferdinandi a Roma. 

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Marta Marzotto: il marito Umberto, ecco chi era

Spirito indomito, donna tenace, quanto corteggiatissima, Marta si ritrovò a sfilare per Marie Claire ed è in quell’ambiente raffinato che conosce quello che diventerà suo marito: Umberto Marzotto. «Arrivò come l’angelo salvatore: aveva tutto quello che una ragazza può sognare, biondo, occhi azzurri, intelligente, colto, sportivo. Un nobile. L’uomo dei sogni», lo descriveva lei. Con il comproprietario dell’omonima industria tessile, di nobili origini, dopo soli due anni di fidanzamento, convola a nozze il 18 dicembre 1954. Dalla loro unione cinque figli: Paola (madre di Beatrice e Carlo Borromeo), Annalisa (morta a soli 32 anni, per fibrosi cistica), Vittorio Emanuele, Maria Diamante e Matteo. La favola si consuma (è proprio il caso di dirlo) nella sontuosa villa da 7 mila metri quadrati di Portogruaro, in cui però ben presto Marta comincia a sentirsi stretta. Una gabbia dorata per lei, che vuol essere qualcosa di più che una semplice moglie devota pronta a perdonare le scappatelle del marito. Ed erano tante…

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«Io ero una ragazza povera, poverissima. Ed ero tesa a conquistare il mio posto al sole»

In una vacanza a Roma verso la fine degli anni ’60, conosce un uomo che le cambierà la vita: in un salotto frequentato dall’Élite romana entra a contatto col pittore Renato Guttuso. Lui inizia a corteggiarla, le invia una miriade di lettere. Come il taglialegna paziente, Guttuso insiste, nell’attesa che, presto o tardi, l’albero cada. La Marzotto cede e inizia così una travolgente passione. La provocante contessa diventa la sua musa. La casa a Piazza di Spagna, prestata dal gallerista Romeo Toninelli, diventa il loro nido d’amore. Celebre lo scatto del fotografo Helmut Newton che la ritrae semi svestita con le tele del suo amato (alla fine dell’articolo). Una chimica straordinaria li univa: la stessa Marta Marzotto parlò «di un erotismo al limite della pornografia». Guttuso l’adorava, le scriveva frasi irresistibili, la chiamava la «libellula d’oro» o «la nuvola bionda».

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Tutti gli uomini di Marta Marzotto: da Guttuso a Magri

Una storia quella con Guttuso che terminò bruscamente negli anni ’80. Ed è allora che la popolarità della contessa cominciò a crescere smisuratamente: diventò ospite fissa dei salotti tv. Tra i suoi amici Alberto Moravia, Dario Bellezza, Sandro Penna, Alberto Arbasino. Nel 1976 l’incontro con Lucio Magri, con cui ha vissuto una relazione importante, durata dieci anni, sempre all’oscuro del marito e per qualche tempo anche all’insaputa dello stesso Guttuso. «Diceva di amarmi, ma amava solo sé stesso», le parole della Marzotto riferite a Magri.

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La passione segreta per Pietro Ingrao

L’annus horribilis per lei il 1986, Marta perde tutti i suoi amori: divorzia dal conte Marzotto e chiude definitivamente con Magri e Guttuso. Nello stesso anno la contessa, che conserva il cognome Marzotto anche dopo la fine del matrimonio, scrive due libri: “Il successo dell’eccesso” e, in seguito, “Una finestra su Piazza di Spagna”. «Si può amare contemporaneamente, a patto di essere fedelissimi nei sentimenti. Ognuna di noi, in amore, è quella che il tuo uomo o i tuoi uomini ti consentono di fare», diceva la regina dei salotti. Soltanto tre uomini importanti dunque? Negli anni le sono stati attribuiti vari flirt: «Quella è panna montata, a volte anche divertente. Ma sfido chiunque a sostenere seriamente, a dimostrare che io abbia avuto altri amori. La verità è che io sono sempre stata molto difficile, in amore. Timida e diffìcile», spiegò lei a Cesare Lanza.

In quella stessa intervista la Marzotto confessò una sua passione segreta per Pietro Ingrao«Non ha mai saputo niente, sono certa che non abbia mai immaginato niente. E spero che non si dispiaccia per questa rivelazione. La verità è che ero pazza di lui. E avrei lasciato chiunque, per lui». Leggi anche l’articolo —> Irma Brandeis, Montale e la passione segreta consumata in una pensione fiorentina

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