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Covid, “via le mascherine anzi no”: oggi l’ordinanza di Speranza

Un po’ sì, un po’ no. Come si poteva prevedere il governo è pronto a fare quel dietro front di cui si è tanto parlato nelle ultime settimane: le mascherine al chiuso non verranno tolte. O almeno, non del tutto. In alcune situazioni, infatti, dovremo continuare a indossarle per un altro mese. Poi, forse, potremo finalmente dire loro addio.

mascherine all'aperto

Mascherine al chiuso, dietro front del governo

Scuola, cinema, teatri, sale da concerto, palazzetti, ospedali, Rsa, luoghi di lavoro e mezzi di trasporto: l’elenco dei posti al chiuso in cui dovremo continuare a utilizzare le mascherine è ancora lungo. D’altronde, forse anche a causa delle feste di Pasqua, i numeri in Italia sono ancora piuttosto alti, e per questo il governo preferisce continuare sulla strada della prudenza. Se l’esecutivo si sente pronto a mettere in panchina il Green Pass, quindi, non si può dire lo stesso per i mezzi di protezione individuale. Perciò oggi il consiglio dei ministri approverà un emendamento al decreto legge del 24 marzo che stabiliva la road map degli allentamenti, e che ora è in discussione alla Camera. L’iter, in realtà, richiederà ancora un paio di giorni, forse una decina, e proprio per questo motivo oggi il ministro della Salute Speranza emanerà un’ordinanza specifica per prolungare l’obbligo di mascherine al chiuso in alcuni luoghi specifici, quelli ritenuti più a pericolosi per le persone fragili.

Una scelta che, comunque, pare contraddittoria, e farà sicuramente discutere. Nei bar e nei ristoranti, infatti, i clienti non dovranno più indossare la mascherina. I lavoratori, invece, sì. Lo stesso vale per gli altri luoghi. Gli esperti giustificano la decisione sostenendo che in particolare chi lavora nel pubblico è più a rischio, perché incontra molte persone quotidianamente. Ma considerando l’abbandono del Green Pass e l’allentamento delle altre misure, probabilmente l’ordinanza non verrà presa con accondiscendenza da tutti gli italiani. Soprattutto dopo che era stata data l’illusione di poterle finalmente salutare.

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covid contagi

Mascherine al chiuso, le nuove regole in arrivo

Anche nelle scuole non cambierà niente, ma questo era già chiaro dal principio: lo stesso decreto del 24 marzo, infatti, prevedeva il prolungamento dell’utilizzo delle mascherine negli Istituti, così come negli ospedali e nelle Rsa. Ovvero i luoghi in cui si trovano le persone più fragili e a rischio, pazienti che il governo vuole proteggere. Lo stesso vale per i trasporti pubblici: in treno, in aereo, sui traghetti, sulle navi, sugli autobus e in metro bisognerà continuare a viaggiare con la Ffp2. E, infine, anche per i palazzetti dello sport.

Regole diverse invece entreranno in vigore per gli stadi all’aperto: lì infatti si potrà a tornare a tifare senza coprire naso e bocca. Una scelta sofferta dal governo, che però ha dovuto fare i conti con la realtà: sono ormai mesi che nessuno le usa più sugli spalti. Non è ancora chiaro, invece, il destino che toccherà alle discoteche: sebbene tutti abbiano ammesso che imporre le mascherine a ballare è praticamente inutile. “Nel momento in cui decidiamo di tornare alla normalità dobbiamo essere consapevoli che all’interno delle discoteche pensare all’obbligo delle mascherine è irreale e utopistico”, ha infatti dichiarato alcuni giorni fa il sottosegretario alla salute Andrea Costa. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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