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L’elogio al Comunismo cinese di D’Alema arriva proprio dopo la fine del G7 e fa discutere

La questione Est e Ovest, il tema della Cina contro gli Stati Uniti continua a far discutere anche a G7 concluso. Non è stato sufficiente riconoscerla ufficialmente come un’autocrazia in una sede così importante come l’incontro dei sette maggiori Stati economicamente avanzati del pianeta. Ora a incrementare il dibattito è un’intervista rilasciata solo pochi giorni fa dall’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema in occasione dei 100 anni del Partito comunista in Cina a “New China Tv”.

massimo D'Alema Cina

Massimo D’Alema e l’intervista rilasciata in Cina per i 100 anni del partito comunista

Credo che la cosa più importante che la Cina è riuscita a fare è fare uscire almeno 800 milioni di persone dalla povertà. Mai nessun Paese nella storia dell’umanità è riuscito a realizzare una così immensa trasformazione della vita delle persone”, ha dichiarato l’ex Premier Massimo D’Alema ai microfoni della televisione cinese. “Oggi la Cina è un paese nel quale la piaga della povertà e della fame è stata sconfitta o ridotta. E’ marginale, e questa è una conquista storica. Apprezzo quello che è avvenuto nel corso degli ultimi anni. C”è stato un impegno importate per cambiare il modello di sviluppo cinese. Soprattutto nel senso di uno sviluppo più rispettoso dell’ambiente, più attento ai consumi interni”, ha aggiunto poi.

Il mondo occidentale è diverso dalla Cina. Ma io credo che in questo momento lo sforzo principale debba essere quello di riprendere la via di una forte collaborazione. Per usare un’espressione antica, il grande problema di oggi è come ricostruire le condizioni di una coesistenza pacifica fra sistemi diversi e di una collaborazione efficace per affrontare le sfide comuni”, ha affermato di fronte alle telecamere della tv cinese.

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massimo D'Alema Cina

D’Alema e la posizione controcorrente rispetto al G7

Si può dire che tramite le sue parole l’ex presidente del Consiglio Massimo d’Alema si sia totalmente distaccato dalla posizione presa dai membri del G7, ribadendo piuttosto un suo attaccamento nei confronti della Cina. Ospite in occasione dei cento anni dalla fondazione del Partito comunista cinese, infatti, il politico ha elogiato gli “straordinari” processi compiuti dal Paese. L’intervista, poi, è stata rilanciata dalla portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying.

Di lei si era già parlato in passato dopo le accuse che le sono state rivolte per aver postato un video il cui montaggio manipolato lasciava intendere che nelle strade di Roma gli italiani avessero suonato l’inno cinese, intonando “Grazie Cina”, in seguito agli aiuti ricevuti durante la prima ondata del Covid. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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