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Media sondaggi Termometro Politico: Fratelli d’Italia prima, la Lega è ai minimi

Fratelli d’Italia prima, la Lega è ai minimi e il Movimento 5 Stelle è sotto il 15%. Questi in sintesi i dati dell’ultima media sondaggi elaborata da Termometro Politico. La settimana dall’11 al 17 luglio mette a confronto le rilevazioni di 5 istituti: SWG, Termometro Politico, Tecnè, Euromedia, Demos. (continua a leggere dopo la foto)

media sondaggi oggi

Media sondaggi oggi Termometro Politico, il sorpasso Fdi-Lega è realtà

Questa settimana è continuato il trend discendente della Lega, che cala al 20,4%, ai minimi dal marzo 2018, e si fa superare da Fratelli d’Italia che cresce al 20,5%, invece il livello più alto mai raggiunto. Sempre terzo il Pd, cha però guadagna qualche decimale andando al 19,5%, mentre il Movimento 5 Stelle, preso tra gli scontri intestini tra Conte e Grillo, solo recentemente rientrati, scivola sotto il 15%, come a febbraio, prima che emergesse la leadership dell’ex premier. Sembra per ora quindi svanito l’effetto Conte.

Più dietro sale al 7,5% Forza Italia, piuttosto stabile negli ultimi mesi, mentre cresce LeU, o meglio Sinistra Italiana e Articolo 1, considerati ancora insieme, che vanno al 3,9%. Azione è all’incirca sulle stesse posizioni, al 3,3%, mentre Italia Viva è ferma al 2,5%.

Scenario politico

Il calo della Lega e la costante crescita di Fratelli d’Italia sono un dato di fatto ormai consolidato da alcuni mesi. L’inversione di tendenza vista da alcune rilevazioni dell’ultima settimana non rappresenta infatti ancora un trend e il sorpasso di Meloni ai danni di Salvini è ancora possibile, come certifica la media di Termometro Politico. La formula del centrodestra attuale è logora e i malumori si sentono sia sul versante di centro, leggi Forza Italia, sia all’estrema, con Fdi che scalpita per un ruolo più importante, nonostante sia divisa degli alleati storici nel sostegno al governo Draghi. In questi giorni si parla di una possibile federazione del Centrodestra, ma molti in Forza Italia temono che una “fusione a freddo” con la Lega finirebbe per decretare la sua fine. Non a caso si amplia la schiera di chi, a destra, sogna uno spazio politico per conservatori e liberali non “schiavi” del sovranismo populista targato Salvini-Meloni.

A sinistra invece, dopo l’annuncio in “pompa magna” della discesa in campo di Conte come leader, la transizione M5S è ancora in pieno corso e tutt’altro che conclusa. Se non bastasse, l’asse con il Pd che ha retto tutto il periodo del Conte bis senza particolari scossoni, è franato sulle alleanze per le elezioni amministrative. Da Virginia Raggi a Roma, a Milano, Bologna e Torino (unica eccezione, Napoli) si allarga la distanza tra Dem e pentastellati: il lavoro di cucitura sinora svolto da Letta e Conte sembra irrimediabilmente perso, nonostante gli “sforzi”, leggi riforma della Giustizia e Ddl Zan.

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