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Media sondaggi Termometro Politico: Lega di nuovo primo partito, M5S torna a crescere

La Lega torna a essere primo partito. Questi in sintesi i dati dell’ultima media sondaggi elaborata da Termometro Politico. La settimana dal 18 al 24 luglio mette a confronto le rilevazioni di 7 istituti: SWG, Termometro Politico, Tecnè, Euromedia, Ixè, Ipsos, Piepoli. (Continua a leggere dopo la foto)

Media sondaggi Termometro Politico: la Lega torna in testa ma solo perché Fratelli d’Italia è in calo, secondo due istituti

La Lega torna primo partito questa settimana, anche se in realtà non si smuove da un deludente 20,4%, la stessa percentuale della scorsa settimana. Il primato è dato dal calo di Fratelli d’Italia, che scende al 20% a causa di alcuni sondaggi, in primis quelli di Ixè e di Ipsos che lo vedono indietro rispetto al partito di Salvini.

Stabile anche il Pd, al terzo posto, al 19,5%, mentre fa un balzo di ben un punto il Movimento 5 Stelle che risale al 15,9% dopo il chiarimento e l’accordo tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte, che hanno seppellito le asce di guerra. C’è poi un’erosione del consenso per Forza Italia, che cala al 7,3%, mentre è quasi stabile, solo in leggero decremento LeU, ovvero la somma di Sinistra Italiana e Articolo 1, al 3,8%. Importante invece l’arretramento di Italia Viva, che passa dal 2,5% al 2%, ed è sempre più lontana per esempio da Azione, ferma al 3,3%.

Scenario politico attuale

Il calo della Lega e la costante crescita di Fratelli d’Italia sono un dato di fatto ormai consolidato da alcuni mesi. L’inversione di tendenza vista da alcune rilevazioni dell’ultima settimana non rappresenta infatti ancora un trend e il sorpasso di Meloni ai danni di Salvini è ancora nell’aria. E’ però l’alleanza nel suo complesso a soffrire. La formula del centrodestra attuale è logora e i malumori si sentono sia sul versante di centro, leggi Forza Italia, sia all’estrema, con Fdi che scalpita per un ruolo più importante, nonostante sia divisa degli alleati storici nel sostegno al governo Draghi. E con malumori crescenti sulla scelta dei candidati alle amministrative 2021, come accaduto a Milano con Bernardo. Non a caso si amplia la schiera di chi, a destra, sogna uno spazio politico per conservatori e liberali non “schiavi” del sovranismo populista targato Salvini-Meloni.

A sinistra invece, dopo l’annuncio in “pompa magna” della discesa in campo di Conte come leader, la transizione M5S è ancora in pieno corso e tutt’altro che conclusa. Se non bastasse, l’asse con il Pd che ha retto tutto il periodo del Conte bis senza particolari scossoni, è franato sulle alleanze per le elezioni amministrative. Da Virginia Raggi a Roma, a Milano, Bologna e Torino (unica eccezione, Napoli) si allarga la distanza tra Dem e pentastellati: il lavoro di cucitura sinora svolto da Letta e Conte sembra irrimediabilmente perso, nonostante gli “sforzi”, leggi riforma della Giustizia e Ddl Zan.

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