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Il direttore della cerimonia delle Olimpiadi di Tokyo 2020 è stato rimosso per commenti antisemiti

Il direttore della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Tokyo 2020, Kentaro Kobayashi, è stato rimosso dal suo incarico. La decisione è arrivata dopo la notizia di una serie di suoi commenti, fatti in passato, sull’Olocausto. Secondo quanto riportato dai media giapponesi, infatti, il direttore nel 2018 avrebbe fatto riferimento allo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti in una sceneggiatura per il suo spettacolo comico dicendo: “Giochiamo all’Olocausto”. Ad annunciarlo è stato il Comitato organizzatore dell’evento.

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Olimpiadi Tokyo 2020 rimosso direttore della cerimonia di apertura

Il Simon Wiesenthal Centrel ha immediatamente condannato quelle che sono state definite vere e proprie “barzellette antisemite” di Kobayashi, il direttore della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Tokyo 2020. “Qualsiasi persona, per quanto creativa, non ha il diritto di deridere le vittime del genocidio nazista. Il regime nazista gasò anche i tedeschi disabili. Qualsiasi associazione di questa persona alle Olimpiadi di Tokyo insulterebbe la memoria di 6 milioni di ebrei e sarebbe una crudele presa in giro delle Paralimpiadi”, ha dichiarato il rabbino Abraham Cooper, Decano Associato della SWC e Direttore dell’Azione Sociale Globale.

Abbiamo scoperto che il signor Kobayashi, nella sua stessa esibizione, ha usato una frase per ridicolizzare una tragedia storica“, ha spiegato Seiko Hashimoto, il presidente del comitato organizzatore delle Olimpiadi. “Ci scusiamo profondamente per aver causato un tale problema il giorno prima della cerimonia di apertura. E per aver causato problemi e preoccupazioni a molte parti coinvolte, nonché alle persone a Tokyo e nel resto del Paese”. In uno spettacolo del 1998, infatti, Kobayashi e un altro comico fingevano di essere una coppia di famosi intrattenitori televisivi per bambini e proprio il direttore della cerimonia di apertura faceva riferimento ad alcuni ritagli di bambole di carta. Le stesse di “quella volta che hai detto “giochiamo all’Olocausto” “.

Non è tutto: il duo comico poi ironizzava anche immaginando la rabbia del produttore dello show proprio a causa del riferimento all’Olocausto. Chiaramente, Kobayashi si è già scusato, dichiarando che quella scena che aveva scritto “conteneva linee estremamente inappropriate”.

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Salgono i casi di Covid

Intanto, salgono a 91 i casi di persone accreditate ai giochi delle Olimpiadi di Tokyo 2020 e risultate positive al Covid. Tra di loro anche degli atleti residenti al Villaggio Olimpico, come lo skateboarder olandese Candy Jacobs e il giocatore di ping-pong Paver Sirucek della Repubblica Ceca. Entrambi sono stati costretti a lasciare il villaggio per entrare in un hotel e rispettare la quarantena obbligatoria. Lo stesso destino è toccato ad altri due membri del “personale interessato ai giochi”. Una categoria nella quale si inseriscono anche gli allenatori e i funzionari delle squadre che soggiornano nel villaggio. E che, appunto, sono risultati positivi al Coronavirus. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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