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Omicidio di Faenza, Ilenia accoltellata in casa: si cercano tracce di una quinta persona

Le ultime notizie sull’omicidio di Faenza vedono gli inquirenti muoversi in cerca di una quinta persona: qualcuno che, introducendosi in casa al momento opportuno, abbia sferrato la coltellata mortale sul corpo di Ilenia Fabbri. La donna, 46enne, impiegata in una concessionaria di Imola, è stata trovata sgozzata all’alba di sabato 6 febbraio nel vano cucina del suo appartamento di via Corbara, alle porte di Faenza. Era stata un’amica della figlia 20enne a dare l’allarme: la ragazza, che aveva trascorso la notte in casa, era stata svegliata da rumori che le avevano fatto sospettare un furto.

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Omicidio Faenza ultime notizie: ascoltate le persone informate sui fatti

Le quattro persone più ‘vicine’ all’omicidio di Faenza, interrogate dagli inquirenti, non hanno fornito svolte clamorose. Oltre all’amica della figlia, in casa al momento dell’assassinio, sono stati ascoltati anche la figlia Arianna, l’ex marito di Ilenia (Claudio) e il nuovo compagno della donna (Stefano). Interpellati in quanto persone informate sui fatti, sono stati tutti esclusi dalla possibilità di essere considerati quali autori materiali del delitto. L’ex marito e la figlia si trovavano fuori casa al momento dell’omicidio: erano partiti per Milano alle 5.45 circa e Ilenia sarebbe morta a cavallo delle 6. La polizia è giunta all’abitazione in pochi minuti e il nuovo compagno è stato rintracciato nella stessa mattinata.

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Si cercano tracce riconducibili ad una quinta persona

È stata l’autopsia a far luce sulla morte di Ilenia: eseguito dai medici legali veronesi Franco Tagliaro e Federica Bartolotti, l’esame ha confermato come ad uccidere la 46enne sia stato il profondo taglio alla gola inferto da dietro con movimento da sinistra verso destra. “Lecito supporre – riferisce l’Huffingtonpost.itche si sia trattato di un’azione non necessariamente prodotta da mano esperta ma che necessariamente ha richiesto forza e determinazione”.

Si attendono ulteriori riferimenti sull’eventuale presenza di altri segni di aggressione sul cadavere, oltre a possibili tracce di dna sotto le unghie della donna che possano ricondurre al nome dell’aggressore. Da analizzare anche la compatibilità tra il taglio al collo e il coltello da pane sequestrato dagli inquirenti sulla scena del crimine, maldestramente ripulito in un lavello. Si cercano eventuali tracce riconducibili a una persona fuori dalla cerchia familiare. >> Yara, Massimo Bossetti revisione processo «solo una questione di tempo»: parla l’avvocato Salvagni

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Written by Francesca Romano

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