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Paola Perego attacchi di panico: «Sembravo una posseduta, ho bruciato cuscini e materassi»

Si intitola Dietro le quinte delle mie paure ed è una confessione a cuore aperto per mezzo della quale Paola Perego mette in mano al lettore le sue “emozioni più sincere” e il racconto degli attacchi di panico di cui ha a lungo sofferto. Un mostro con cui ha convissuto fino ad una decina di anni fa e contro cui ha lottato in ogni modo, rivolgendosi perfino ad un esorcista. Dopo gli assaggi forniti in concomitanza dell’uscita del libro, edito poco meno di due mesi fa, la conduttrice è tornata a parlarne in un’intervista a Diva e Donna.

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Paola Perego attacchi di panico: una lotta quotidiana contro un mostro invisibile

“All’improvviso – ha rivelato la 54enne monzese al settimanale femminile – senti che stai morendo e nessuno ti può salvare […]. Stai per essere aggredita da una belva feroce, – ha ammesso – peccato che la belva feroce non esiste, sei tu”. Una lotta quotidiana contro sé stessa, dunque, contro un “mostro” invisibile che ha cercato di affrontare in ogni modo. Non sono bastati analisi e psicofarmaci, Paola si è recata allora da un esorcista: “Don Luigi. – ricorda – I miei genitori erano disperati, – ha raccontato – mi vedevano star male. Sembravo una posseduta. Mi hanno fatto bruciare cuscini e materassi”.

Oggi più ‘leggera’, Paola sente di voler dare un consiglio: “Non sottovalutate mai i mali dell’anima, – ha detto in occasione dell’uscita del libro – non vergognatevi di chiedere aiuto, ma parlatene, tirate fuori quello che avete dentro. Quando lo farete, scoprirete che lì, ad aspettarvi oltre la vostra corazza di paure, c’è un mondo che può capirvi e darvi una mano”.

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“Perché a me? Perché devo essere proprio io la vittima sacrificale dell’ansia?”

E sempre dal libro aveva condiviso tempo fa qualche estratto: “Il momento in cui pensai di avere toccato il fondo – ma ahimè non lo avevo nemmeno lontanamente raggiunto – fu quando provai in tutti i modi a rompermi il braccio sbattendolo contro il muro. – aveva confessato la PeregoL’ansia non è un dolore reale e io non ce la facevo più a stare male per qualcosa che non si può vedere, così continuai a battere il braccio sinistro contro il muro del salone, con tutta la forza che avevo, nella speranza di sentire qualcosa di vero che non fosse il panico.

In quell’occasione scoprii che non è così semplice rompersi qualcosa da soli (riuscii solo a farmi venire una contusione) e scoprii anche che il Mostro era un osso molto più duro di quello del mio braccio. La domanda che mi sono fatta in questi anni è: perché a me? Perché devo essere proprio io la vittima sacrificale dell’ansia?”. >> Costantino Della Gherardesca “Ballando con le Stelle”: «Una sfida, ho un difetto fisico di cui mi vergogno»

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