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Viaggi all’estero a Pasqua da zona rossa: dove si può andare e cosa fare al rientro

Partire per i viaggi all’estero a Pasqua si può: perfino da una zona rossa. Ebbene sì, mentre nel Paese vige l’obbligo di non uscire dal proprio comune di residenza/domicilio se non per le famose comprovate esigenze, e i viaggi per turismo in Italia sono sostanzialmente vietati dall’inverno scorso, partire per un soggiorno in un Paese straniero è invece possibile. Ovviamente a particolari condizioni. Come spiegato dalla sezione viaggi del Corriere.it, la questione, sollevata da Astoi Confindustria Viaggi, – l’Associazione che rappresenta oltre il 90% del mercato del Tour Operating in Italia – è stata chiarita dal Ministero dell’Interno.

Pasqua viaggi all’estero

Pasqua, viaggi all’estero da zona rossa: dove si può andare e cosa fare al rientro

Se fino a questo momento, precisava Astoi, “non c’era chiarezza su come la normativa che consente di recarsi liberamente in un Paese dell’area UE/Schengen potesse conciliarsi con le misure restrittive adottate sul territorio nazionale in base alle fasce di rischio”, adesso il nodo è stato sciolto. Dunque, anche in zona rossa e arancione, è possibile spostarsi per raggiungere l’aeroporto di partenza. Con tanto di autocertificazione e ovviamente tampone obbligatorio all’andata e al ritorno. Non è esclusa la quarantena al rientro ed è necessario tener conto della possibilità che tutto cambi repentinamente in base all’andamento dei contagi in Italia o nel Paese di destinazione.

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Pasqua viaggi all’estero

Paesi divisi per gruppi in base al rischio: elenchi A e B

I viaggi da e per l’estero a Pasqua sono regolati dal Dpcm 2 marzo 2021, in vigore fino al 6 aprile: in base a tale decreto, i Paesi in cui è possibile viaggiare sono divisi in 5 elenchi (A-B-C-D-E), a seconda del rischio epidemiologico e degli obblighi da rispettare al rientro in Italia. Gli elenchi – precisa il Corriere – vengono aggiornati con apposita Ordinanza adottata dal Ministro della Salute, in accordo con il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Ecco allora nell’elenco A San Marino e Città del Vaticano, ovvero le mete in cui è possibile viaggiare per turismo senza limitazioni se non quelle eventualmente imposte dai due Stati per l’ingresso nel loro territorio. C’è poi l’elenco B, quello degli Stati considerati a basso rischio epidemiologico ma nel quale attualmente non rientra alcun Paese.

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Elenco C

Si passa dunque al gruppo C: fanno parte dell’elenco gli Stati da e per cui è possibile viaggiare senza necessità di motivazione previo tampone e con quarantena. Al rientro in Italia, oltre a compilare un’autodichiarazione, è obbligatorio sottoporsi a test molecolare o antigenico 48 ore prima della partenza. Il test va effettuato con tampone e deve risultare negativo. In mancanza di certificazione relativa, i viaggiatori sono sottoposti a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria.

Fanno parte dell’elenco C: Austria; Belgio; Bulgaria; Cipro; Croazia; Danimarca; Estonia; Finlandia; Francia – inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo; Germania; Grecia; Irlanda; Lettonia; Lituania; Lussemburgo; Malta; Paesi Bassi, esclusi territori situati al di fuori del continente europeo; Polonia; Portogallo, incluse Azzorre e Madeira; Repubblica Ceca; Romania; Slovacchia; Slovenia; Spagna, inclusi territori nel continente africano; Svezia; Ungheria; Islanda; Norvegia; Liechtenstein; Svizzera; Andorra e Principato di Monaco.

Elenco D

L’elenco D dei Paesi in cui si può viaggiare per turismo comprende gli Stati fuori dall’Europa: in questo caso, al rientro in Italia è obbligatorio compilare un’autodichiarazione e sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 14 giorni. È possibile raggiungere la propria abitazione solo con mezzo privato. Fanno parte di questo gruppo: Australia; Nuova Zelanda; Repubblica di Corea; Ruanda; Singapore e Thailandia.

Elenco E

Tutti gli Stati esclusi dai precedenti elenchi rientrano nel gruppo E, ovvero i territori a maggior rischio in cui non è possibile viaggiare se non per motivi di lavoro, salute, urgenza o rientro presso il proprio domicilio. Tra gli altri, Regno Unito, Brasile e Giappone. Per deroghe e particolari limitazioni, è possibile consultare la pagina dedicata sul sito della Farnesina Viaggiaresicuri.it. Quale che sia la destinazione, è comunque consigliato informarsi sulle norme in vigore nel Paese di destinazione prima di mettersi in viaggio. >> Tutte le news

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