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Pensioni, Draghi manda in soffitta “Quota 100”: le opzioni al vaglio del governo

Pensioni Draghi Ultimissime Notizie. Quota 100 va in soffitta, resta in piedi fino alla fine del 2021. La misura, introdotta dal governo giallo verde, potrebbe essere sostituita da quella che gli addetti ai lavori chiamano «Quota 102». Non si tratta però della sola opzione. Sul tavolo ci sono anche Quota 41, Quota 92 e la proroga di altre misure al momento in vigore. La vera difficoltà è capire come arginare il rischio «scalone» che si prospetta tra il 2021 e il 2022. 

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Pensioni Draghi Ultimissime, “Quota 100” va in soffitta: le opzioni al vaglio del governo

Secondo quanto riportato da “Il Sole 24 ore” “l’eredità di Quota 100 continuerà a gravare sui conti pubblici fino al 2035. Con un peso aggiuntivo medio sulle uscite pensionistiche di 0,2 punti percentuali di Pil, pari a oltre 3,2 miliardi l’anno”. Anche per questo motivo il Governo Draghi nelle ultime versioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ha voluto far chiarezza, scrivendo che i pensionamenti anticipati con almeno 62 anni d’età e 38 di contributi cesseranno a fine anno. La decisione di non prorogare la forma di pensionamento anticipato introdotto nel 2019 sperimentalmente per 3 anni, voluto dalla Lega, era già nell’aria. “In tema di pensioni – si legge – la fase transitoria di applicazione della cosiddetta Quota 100 terminerà a fine anno e sarà sostituita da misure mirate a categorie con mansioni logoranti”, si legge nella bozza del Pnrr, elaborato dal Governo e arrivato oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri.

Il ritorno secco alla Legge Fornero comporterebbe, infatti, uno scalone di 5 anni. Per questa ragione i sindacati premono da tempo per affrontare il “dopo Quota 100” con un meccanismo flessibile nel tentativo di garantire comunque la possibilità di uscita ai lavoratori al raggiungimento del 41esimo anno di contribuzione a prescindere dall’età anagrafica.

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Rischio scalone: sul tavolo Quota 102, Quota 41 e…

Tra le altre ipotesi però anche “Quota 102”, presa in carico dal Conte 2, rilanciata da Alberto Brambilla, presidente di Itinerari previdenziali ed ex sottosegretario al Lavoro. Questa misura consentirebbe l’uscita anticipata con almeno 63-64 anni d’età e 39-38 anni di versamenti, ma con “un sistema di penalità «a crescere» (imperniato sul ricalcolo contributivo) per ogni anno d’anticipo rispetto alla soglia di vecchiaia (67 anni)”, come spiega sempre “Il Sole 24 ore”. Un’altra possibilità di uscita sarebbe quella con l’Ape sociale, l’Anticipo pensionistico, a cui possono accedere (con almeno 63 anni d’età) alcune categorie di lavoratori in difficoltà, come, i disoccupati di lungo corso o i disabili. Leggi anche l’articolo —> Come richiedere il reddito di cittadinanza 2021: tutto quello che bisogna sapere

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