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Draghi presenta il Pnrr al Parlamento, piano da 221 miliardi: tutte le riforme

Pnrr Draghi al Parlamento – Sabato 24 aprile 2021. Mentre il Portogallo è stato il primo Stato membro dell’Ue a presentare il proprio piano di Recovery, l’Italia è costretta ad accelerare per rispettare la scadenza di Bruxelles di fine aprile. Il quotidiano Il Foglio ha “scovato” la prefazione del testo in mano ai parlamentari. «Quattro importanti riforme di contesto», come si legge nell’introduzione del premier Draghi alle bozze del Pnrr, atteso nel pomeriggio del 23 aprile in Consiglio dei ministri. Si tratta di «Pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione della legislazione e promozione della concorrenza». Un piano da 221,5 miliardi, di cui 191,5 coperti con il Recovery Fund e circa 30 in arrivo dal Fondo complementare alimentato con il deficit.

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Pnrr Draghi al Parlamento, piano da 221 miliardi: le riforme

È inutile negarlo la pandemia di Covid-19 ha colpito duramente l’economia italiana più di altri Paesi europei. Nel 2020, il prodotto interno lordo si è ridotto dell’8,9 per cento, a fronte di un calo nell’Ue del 6,2. Il Belpaese, già vulnerabile, ne ha risentito maggiormente anche perché attaccato prima di altri da un’emergenza sanitaria senza precedenti. Il numero di persone sotto la soglia di povertà è salito nel 2020 fino al 9,4 per cento. Ad aver accusato il colpo sono stati soprattutto donne e giovani. Difatti l’Italia è il paese dell’Ue con il più alto tasso di persone tra i 15 e i 29 anni non impegnati nello studio, nel lavoro o nella formazione (Neet). Mentre il tasso di partecipazione delle donne al lavoro è solo il 53,1 per cento. Parecchio sotto la media nazionale europea fissata al 67,4 per cento. Problemi ancora più gravi nel Mezzogiorno. Tra le cause del deludente andamento della produttività c’è pure l’incapacità di rendersi protagonisti della rivoluzione digitale, che porterebbe con sé non pochi vantaggi. Un ritardo grave, rispetto agli altri paesi, dovuto sia alla mancanza di infrastrutture adeguate, ma anche alle rudimentali competenze dei singoli, specialmente nell’ambito della pubblica amministrazione.

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Il programma Next Generation Eu è «di portata e ambizione inedite», di che si tratta?

Come uscire da una situazione tanto grave? Il premier Draghi scrive che l’impatto sul Pil del Piano nazionale di ripresa legato al Recovery sarà nel 2026 «di almeno 3,6 per cento più alto rispetto all’andamento tendenziale». Con un effetto sull’occupazione pari a quasi 3 punti percentuali. Il programma Next Generation Eu è «di portata e ambizione inedite» e per l’Italia «rappresenta un’opportunità imperdibile di sviluppo, investimenti e riforme», che avranno «un impatto significativo», scrive sempre il premier. Il piano, di cui si attende oggi il varo in Consiglio dei ministri, sarà illustrato lunedì e martedì alle Camere prima di essere inviato a Bruxelles.

La linea di governance comporta un «coordinamento centrale presso il ministero dell’Economia», tuttavia «il governo costituirà anche delle task force locali che possano aiutare le amministrazioni territoriali a migliorare la loro capacità di investimento e a semplificare le procedure». Le sei Missioni del Piano, lo ricordiamo, sono: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; rivoluzione verde e transizione ecologica; e salute. Un documento, in piena coerenza con i sei pilastri del Ngeu, che andrebbe a soddisfare i parametri fissati dai regolamenti europei.

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Pnrr Draghi bozza: quali sono le novità epocali

Tra le tante riforme che il governo si impegna ad affrontare quella della giustizia, affrontando «i nodi strutturali del processo civile e penale», al fine di «rivedere l’organizzazione degli uffici giudiziari». In più Draghi spiega che il «Piano predispone interventi volti a riformare i meccanismi di riscossione e a ridurre il contenzioso tributario e i tempi della sua definizione». In materia penale, «il governo intende riformare la fase delle indagini e dell’udienza preliminare; ampliare il ricorso a riti alternativi; rendere più selettivo l’esercizio dell’azione penale e l’accesso al dibattimento; definire termini di durata dei processi». Ma sono altre due le riforme epocali, quella fiscale, che affronta pure il tema delle imposte e dei sussidi ambientali; e quella della pubblica amministrazione. In tema di pensioni, la fase transitoria di applicazione della Quota 100 finirà entro il 2021 e sarà sostituita da misure mirate a categorie con mansioni  logoranti. Leggi anche l’articolo —> Inedito asse Forza Italia e M5S sul Superbonus

 

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