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Cosa vuole davvero Putin e quando finirà la guerra: la lucida analisi di Imarisio

Cosa vuole Putin davvero e quando finirà la guerra in Ucraina? Sono queste le due domande che tengono col fiato sospeso il mondo e a cui ha cercato di dare risposta Marco Imarisio, inviato di Mosca del «Corriere della Sera», che sta seguendo da vicino il conflitto cominciato lo scorso 24 febbraio. Ovvio che nessuno dimori nella testa dello zar, d’altronde chi è che vorrebbe abitare nel suo cervello, ma dopo il fallimento della prima fase dell’Operazione militare speciale, con la chiusura di una guerra lampo, diventa ancora più difficile anticipare le sue mosse.

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Cosa vuole davvero Putin e quando finirà la guerra: la lucida analisi di Imarisio

Imarisio riporta in primo luogo la posizione del politologo Stanislav Belkovskij, fondatore e direttore dell’Istituto di Strategia Nazionale, che ha detto: «Per una volta sono d’accordo con l’intelligence americana: Putin si prepara a un conflitto di lunga durata, magari con una intensità più bassa di quella attuale. Potrebbe anche dichiarare lo stato di guerra, ma certo non la mobilitazione generale. Forse farà ricorso al Bars, le cosiddette Riserve combattenti del Paese, altri centomila uomini da usare nel passaggio dall’offensiva alla difesa nel corridoio terrestre vicino alla Crimea. Inoltre, una Russia ufficialmente in guerra sarebbe un modo radicale di distogliere l’attenzione da problemi economici sempre più gravi. Anzi, per giustificarli».

L’inviato del «Corriere» cita poi Yurij Fyodorov, uno dei pochi esperti militari indipendenti ancora su piazza, che sulla durata del conflitto ha detto cose importanti. «Il presidente è consapevole del fatto che la Russia non è in grado di combattere a lungo perché si esauriscono le risorse umane e la forza viva. Quindi mesi, non anni. Ma non rinuncerà al suo piano di invasione, procedendo per tappe. Prima l’arrivo ai confini amministrativi di Donetsk e Lugansk, poi il corridoio terrestre con la Crimea, poi fino alla Transnistria. La soluzione diplomatica sarà possibile solo dopo il raggiungimento di questi obiettivi. In questo scenario, la variabile indipendente è rappresentata da una eventuale controffensiva ucraina, una volta che i militari di Kiev saranno pronti a usare gli armamenti pesanti ad alta efficienza forniti soprattutto dagli Usa», le parole di Fyodorov.

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Politologi, ex consiglieri ed esperti militari

Gleb Pavlovskij, che fu consigliere del Cremlino e stratega politico di Putin durante i suoi primi due mandati da presidente prima di essere allontanato nel 2011, ha detto: «Decide lui, punto. Ha deciso l’invasione contro il parere del suo circolo ristretto, che tentennava, ed è stato come una coltellata alla schiena del sistema sul quale si regge il suo potere. Adesso, per la prima volta deve fronteggiare un suo errore grave. Si trova in un vicolo cieco, che percorrerà fino in fondo. Non c’è altro modo. Sbaglia l’Occidente che spera nell’effetto deterrente delle sanzioni. Quando afferma di voler tritare Zelensky, come riferì nel suo colloquio con Roman Abramovich, dice il vero». Leggi anche l’articolo —> Putin “ha un tumore del sangue”, pesante conferma da un oligarca vicino al Cremlino

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