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Recovery Fund, Conte: «Vado avanti solo se c’è fiducia dalla maggioranza»

Recovery Fund, Conte, dopo aver ricevuto il sì di Camera e Senato sulla risoluzione che dà il via alla riforma del Mes, è pronto a partecipare al Consiglio europeo di oggi e domani. Sicuro, al “Corriere della sera” il presidente del Consiglio ha detto: «Non mi spaventa il confronto tra alleati, l’importante è che la dialettica si traduca in ricchezza di idee, non in sterili polemiche. (…) Sul Recovery Fund abbiamo appena iniziato a discutere, avendo bene in mente gli obiettivi di funzionalità e semplificazione». E ancora: «Nel testo della norma – ha dichiarato riferendosi alle critiche che sono piovute sulla ipertrofica composizione dell’organismo – non c’è scritto da nessuna parte che ci saranno 300 consulenti». 

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Recovery Fund Conte, alza la testa e si difende «Non c’è scritto da nessuna parte che…»

Sempre a “Il Corriere della sera” il premier Conte ha dichiarato: «Serve una struttura che assicuri il monitoraggio dei cantieri e il rispetto dei tempi. Tutto ciò non andrà in manovra, ma in un apposito decreto legge proprio come chiede Renzi. Troveremo la formula giusta nella sede propria, governo e Cdm», ha sottolineato il presidente del Consiglio. A “Repubblica” questi ha sottolineato invece quanto sia importante mantenere alta la credibilità dell’Italia agli occhi dell’Europa. «Aveva pregiudizi verso di noi, che sta superando. Ma basta un attimo a disfare la tela», ha puntualizzato il premier, che ha lanciato un appello “che riguarda tutti: non possiamo permetterci che la dialettica sfoci in contrappunti e demarcazioni che ci fanno precipitare in una condizione sterile. Questo interrogarci chiassoso tra di noi, questo guardarci tra noi che diventa fine a se stesso, non ha nessun significato. Mentre i cittadini attendono che risolviamo le sfide che abbiamo di fronte”. 

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«Resto solo se c’è fiducia dalla maggioranza. Siamo una repubblica parlamentare»

A poche ore dall’accordo sul Mes in un colloquio con “La Stampa” Giuseppe Conte ha sottolineato che “ovviamente un governo può proseguire nella sua azione solo sulla base della fiducia di ciascuna forza di maggioranza. Se non c’è questa non si può andare avanti, è una banalità. Siamo una repubblica parlamentare. Certo io non mi sottraggo al confronto e al dialogo. Ne avremo quanti ne vorranno i partiti della coalizione. Non mi hanno mai spaventato”. Leggi anche l’articolo —> Chi sono i deputati M5s che hanno votato contro la riforma del Mes

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