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Covid in Italia, Sebastiani (Cnr): “Entro 10 giorni quasi tutte le regioni in zona rossa”

Covid in Italia, quasi tutte le regioni potrebbero finire in zona rossa a febbraio. Almeno, così secondo il matematico del Consiglio nazionale per le ricerche (Cnr) Giovanni Sebastiani, da sempre attivo nell’analisi dei numeri della pandemia. I motivi di questo passaggio a maggiori restrizioni, secondo lo scienziato, sono almeno tre. (Continua a leggere dopo la foto) 

Regioni in zona rossa

Possibili regioni in zona rossa a febbraio: Giovanni Sebastiani (Cnr) spiega perché

Giovanni Sebastiani in un’intervista al Fatto Quotidiano ha affermato: “Se, come prevedo, la crescita delle ospedalizzazioni rimane lineare (o addirittura accelera), entro una decina di giorni, una dozzina di regioni saranno oltre le soglie della zona arancione, ed entro un mese sarà superata (a livello nazionale) prima la soglia della zona rossa dei reparti ordinari e poi quella delle intensive”. Nessuna regione è attualmente in zona arancione. Ad oggi, però, la provincia di Bolzano,  quella di Trento, più altre 13 regioni sono in zona gialla.

In Italia, sono occupate il 17% delle terapie intensive e il 26% dei posti letto in area medica.
Il tasso massimo di occupazione previsto dei posti letto è del 40 %, mentre per le terapie intensive è del 30%. Una volta superata la soglia, i territori interessati passeranno direttamente in zona rossa. L’incidenza massima dei contagi prevista è invece di 150 casi ogni 100.000 abitanti.
In Italia, però, il numero di contagiati è già abbondantemente oltre la soglia. In più, come dichiarato da Sebastiani, i dati dei contagi saranno impattati da tre “fenomeni” principali: l’inizio dei saldi, le riaperture delle scuole e la diffusione della variante Omicron.

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L’impatto sulla diffusione del virus della scuola in presenza e dell’inizio dei saldi

“Sono abbastanza certo del contributo significativo che darà il rientro in classe. La scuola in presenza aumentava l’indice Rt del 25%. Lo stop lo riduceva del 38%. Con la vaccinazione il quadro cambia. Bisogna però ricordare, che la copertura vaccinale della fascia 12-19 anni è ora in Italia circa del 76%, mentre quella dei più piccoli è del 6% circa” ha evidenziato Sebastiani.
Il rientro in presenza, perciò, potrà comunque influire negativamente sul numero dei contagi.

“Mi aspetto che la percentuale risalga, soprattutto per via dell’inizio delle scuole. Tra dieci quattordici giorni vedremo gli effetti sulla pandemia, anche in relazione agli spostamenti delle persone. Compresi i parlamentari che dovranno votare”  ha sottolineato Sebastiani. Inoltre, la corsa agli acquisiti da parte degli italiani per i saldi iniziati qualche giorno fa, influirà nella diffusione del virus, specialmente della variante Omicron.

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La diffusione della variante Omicron porterà quasi tutte le regioni in zona rossa

La variante Omicron, fortunatamente meno “pesante” per effetti rispetto a Delta, è considerata però molto più contagiosa. Proprio per questo motivo, il ritorno in presenza e l’inizio dei saldi, mettendo un gran numero di persone di nuovo in circolazione, potrebbero spianare la strada a una diffusione sempre maggiore della variante. La conseguenza? “Oltre una dozzina di regioni in zona rossa”, ha affermato Sebastiani.

“Una cosa interessante è che la Toscana ha 9 province su 10 ‘coinvolte’ eppure ha circa il 79% di copertura vaccinale, il che evidenzia per Omicron l’importanza della terza dose. Inoltre le 32 province costituiscono quasi un continuo da Lecco a Lecce, il che mette in luce il ruolo dei flussi di persone sulla diffusione dell’epidemia e l’importanza di limitarli per quanto possibile durante le fasi di rapida crescita in alcune zone del Paese”, ha detto il matematico Sebastiani. Resterà quindi da vedere, la posizione che prenderà il Governo Italiano qualora più di una città dovesse passare in zona rossa.

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