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Renzi: «Odio contro di me, ma non ho paura. Zingaretti? Immolato sull’altare di Conte»

Renzi intervista a “Il Giornale” – Martedì 2 marzo 2021. «I 5 stelle versano in una crisi profondissima che non sarà risolta dall’arrivo di Giuseppe Conte. Io sono felice per Conte, ma non penso che basti lui per tenere insieme e rimettere in piedi l’esperienza grillina. Semmai la scelta di Conte di accettare la guida del movimento rende ancor più palese la politica masochista del Pd e di Zingaretti. Si sono immolati sull’altare di Conte, mi hanno descritto come un nemico di classe per aver fatto cadere il Governo guidato da lui, lo avevano indicato come il capo della coalizione giallorossa e ora se lo ritrovano leader dei 5stelle!? Leader di un partito concorrente. Non ho parole». Così il leader di Italia Viva Matteo Renzi in un’intervista a “Il Giornale”. 

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Renzi intervista

Renzi intervista “Il Giornale”: «Odio contro di me, ma non ho paura», l’affondo a Zingaretti

«Penso che sia stato il più spettacolare autogol nella storia della politica. Non ne sarebbe stato capace neppure un artista dell’autogol come Comunardo Niccolai. Appunto, a Zingaretti quest’ anno daranno il premio Comunardo Niccolai», ha sottolineato l’ex sindaco di Firenze. Renzi è poi tornato a parlare del polverone sollevato dal suo viaggio in Arabia Saudita. «Stanno strumentalizzando la tragedia di Khashoggi perché non hanno altro a cui aggrapparsi in Italia», ha affermato il leader di Iv, che ha rimarcato: «Nel merito ho risposto su tutti i giornali».

«La questione saudita è stata posta da quel noto statista di Di Battista, uno che apprezzava Maduro e definiva Obama golpista e non capisce che l’Arabia è il baluardo contro il fondamentalismo. E ovviamente dai più rancorosi del Pd. Credo di essere la loro ossessione», ha detto Renzi. E ancora: «Sento un clima d’odio nei miei confronti, la rabbia per quello che è accaduto. Un desiderio di vendetta da parte di chi considerava il governo Conte un punto d’arrivo da difendere ad ogni costo».

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«Far cadere il governo? Lo rifarei non una, non dieci, ma cento volte»

«Eppure, malgrado tutti questi segnali di ostilità di cui sono stato oggetto quando ho mandato a casa Conte, ebbene, io lo rifarei non una, non dieci, ma cento volte. Perché l’unica bussola che perseguo è l’interesse del Paese e quell’equilibrio politico non lo salvaguardava. Per cui possono inviarmi tutte le minacce, in chiaro o sottintese, che vogliono, non mi scalfiscono se penso di essere nel giusto. Io non ho paura», ha concluso l’ex presidente del Consiglio. Leggi anche l’articolo —> Governo Draghi, Renzi si autocelebra sul NYT: «Un capolavoro, ho fatto tutto da solo col 3%»

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