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Riapertura spiagge: Regione Marche protocollo interno per ripartire in sicurezza

La fase 2, iniziata dopo il lungo lock-down a causa dell’emergenza da coronavirus, sembra per ora procedere bene. Il problema è ora scoprire cosa accadrà con la fase 3. Sicuramente riapriranno i negozi al dettaglio, i bar e i ristoranti. Invece, come verrà gestito il settore del turismo? In molti in queste ultime ore si stanno ponendo questa domanda e una risposta dettagliata non è ancora arrivata. L’estate inizia a farsi sentire e la riapertura delle spiagge quando avverrà di preciso? Con quali regole? Il Governo è ancora a lavoro, ma alcune regioni hanno iniziato a muovere i primi passi verso i gestori degli stabilimenti balneari. Le Marche ad esempio hanno dato una prima linea guida interna per una riapertura anticipata.

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Riapertura spiagge

Fase 3, riapertura spiagge

Le linee guida, ancora non ben definitive, per la riaperture delle spiagge per la stagione balneare 2020, sono contenute in un documento tecnico sul settore della balneazione pubblicato sul sito dell’Inail, realizzato in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità. Per quanto riguarda la distanza minima tra le file degli ombrelloni dovrebbe essere pari a 5 metri, mentre quella minima tra gli ombrelloni della stessa fila secondo l’Inail e l’Iss dovrebbe rispettare i 4,5 metri. Il direttore di Confcommercio Marche, Massimiliano Polacco ha dichiarato: «[…] Le misure previste per i balneari destano una grande preoccupazione perché renderebbero difficile la ripartenza di queste attività. Vediamo domani cosa deciderà il Governo, ma intervenire in maniera così pesante desta sconcerto. […] Attendiamo di conoscere quale sarà la valutazione a livello governativo, ma certamente non ci aspettavamo un intervento nazionale così a gamba tesa»

Riapertura Spiagge

La regione Marche e le linee guida interne

Una volta preso nota del documento dell’Inail e dell’Iss, la Regione Marche ha stilato un proprio protocollo interno con alcune differenze. Per quanto riguarda la distanza minima tra le file degli ombrelloni, dai presunti 5 metri, il protocollo della Regione ha posto come limiti dai 3 ai 3,5 metri. Anche la distanza tra un ombrellone e l’altro è stata ridotta dai 4,5 metri ai 3,5 metri. Romano Montagnoli, responsabile regionale del Sindacato Italiano Bagnini, ha dichiarato: «Ci aspettiamo che la Regione mantenga il protocollo concordato con le associazioni e che sia al nostro fianco per difenderlo. Le misure dell’Inail sono eccessivamente restrittive sia per quanto riguarda il distanziamento delle attrezzature, che la schedatura della clientela, fino all’inibizione dei giochi per bambini al divieto dell’uso delle piscine, che di fatto impedirebbero la balneazione sul 70% della costa italiana». >>Fase 3 spiaggia: nel 2020 al mare con termoscanner e ombrelloni distanziati di 10 metri

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