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Draghi spinge per le riaperture: il piano del governo per maggio

Riaperture maggio – Martedì 13 aprile 2021. La protesta di ‘Io Apro’ nel cuore della Capitale non hanno lasciato indifferente il premier Mario Draghi, che spinge sulle riaperture per consentire al Paese, in affanno per l’emergenza Covid, di ripartire seppur gradualmente. Ma i problemi sono tanti: in primis le difficoltà nel reperire le dosi di vaccino necessarie per frenare la corsa del virus. Una data precisa per il riavvio delle attività chiuse da tempo ancora non c’è, ma il presidente del Consiglio, patisce la divisione nell’esecutivo tra aperturisti e rigoristi. 

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Riaperture maggio: il piano del governo Draghi

Non sarà facile per il premier Draghi rilanciare l’economia del nostro paese vessato da un’emergenza sanitaria senza precedenti. Quando potranno riaprire i ristoranti? Che giorno sarà consentito rimettere piede in un cinema? Da un lato ci sono nel governo i rigoristi che spingono per la deadline di maggio e vorrebbero portare riaperture graduali fino a fine giugno. Dall’altro gli aperturisti che vogliono anticipare al 20 aprile l’inizio della fase 2 e concluderla il 2 giugno. Quel che è certo è che non sarà un libera tutti: per questa ragione si è cominciato a lavorare sui protocolli di sicurezza dei vari settori, a partire dal mondo della cultura e della ristorazione. Il Comitato tecnico scientifico ha preso in esame le richieste di musei, cinema e teatri, che vorrebbero tornare a lavorare. L’altro settore in grave difficoltà è quello della ristorazione. Nelle prossime ore la Fipe vedrà il ministro Giancarlo Giorgetti per sottoporgli il protocollo già presentato a gennaio. In quest’ultimo si proponevano ristoranti aperti anche la sera nelle zone gialle e a pranzo in quelle arancioni, con prenotazione ovviamente obbligatoria. Ma è difficile che un documento così passi.

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Matteo Salvini: “Aprire già domani”, ma Speranza frena

Matteo Salvini, tra gli aperturisti, continua a ribadire che dove la situazione sanitaria è sotto controllo «bisogna aprire già domani», mentre Forza Italia è convinta che il 20 aprile sia la data giusta per “fare un punto in Cdm”. Chi è che ci va cauto è il ministro della Salute Roberto Speranza: «Ad aprile conviene tenere ancora la massima prudenza. A maggio, a seconda dei parametri del contagio e della capacità di vaccinare i fragili, ci possono essere le condizioni per misure meno restrittive come quelle da zona gialla». Come spiega “Today” nelle prossime settimane sono due gli scenari possibili: la prima ipotesi è quella di aspettare maggio per ripristinare la zona gialla in tutta Italia, valutando poi l’eventualità di portare il coprifuoco a mezzanotte e programmare la riapertura anche a cena dei ristoranti; la seconda invece comporterebbe l’anticipo di una settimana per le riaperture, sempre che l’indice Rt lo consenta.

Tutto questo sarà possibile con protocolli più severi, ma quali? Per i ristoranti e i bar si pensa di introdurre la prenotazione obbligatoria per i clienti insieme all’obbligo di privilegiare gli spazi all’aperto. Distanza di almeno un metro tra i clienti e ricorso ai pannelli di plastica. Rimarrebbe la regola delle 4 persone salvo che non siano tutti conviventi. Per il personale ci sarà l’obbligo di mascherina e si dovrà favorire il pagamento elettronico. Per quanto riguarda cinema e teatri, la capienza delle sale non potrà superare i 200 spettatori e l’entrata e l’uscita dovranno essere separate. La prenotazione agli spettacoli dovrà essere effettuata online. Anche in questo caso tra una poltrona e l’altra potrebbero essere richiesti dei pannelli di plexiglas.

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Riaperture maggio: Draghi in attesa dell’analisi del Cts

Secondo “La Stampa” Il premier è pronto ad allentare le misure restrittive per ristoranti, bar e le altre attività tuttora ferme, ma vuole attendere quindici giorni, ovvero “altre due settimane”, almeno fino a quando il Comitato tecnico scientifico non avrà analizzato l’effetto del rientro a scuola sui contagi. Leggi anche l’articolo —> Vaccino, De Luca fa di testa sua e non rispetta le fasce d’età: la reazione di Figliuolo

 

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