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Roberto Vecchioni “sberla” alla sinistra: «Ha fallito perché…», altro che “Fraternitè e Legalitè”

«Gli uomini sono sempre inferiori alle loro idee. Fraternitè e Legalitè reggono la loro giustezza finché non cadono dal cielo sulla terra e devono fare i conti con l’animo umano e i suoi grovigli: la voglia di primeggiare, il potere, le differenze, le invidie», comincia così l’intervista di Roberto Vecchioni concessa a “Libero Quotidiano”. Alla versione online del giornale diretto da Vittorio Feltri, il cantautore ha spiegato perché la sinistra ha fallito e disatteso le aspettative«Ero e resto una persona di sinistra, ma non mi sono mai appiccicato etichette e non sono mai stato un estremista. È inutile pensare oggi a dottrine economiche che pretendono che gli uomini facciano tutti le stesse cose. Hanno fallito. Appiattire il mondo a un’uguaglianza totale non è giusto. Gli uomini sono diversi, l’uguaglianza dev’essere morale e di opportunità».

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Roberto Vecchioni

Roberto Vecchioni “sberla” alla sinistra: «Ha fallito perché…», altro che “Fraternitè e Legalitè”

Un governo degli ottimati dunque? «Sì, può essere anche, io sono un po’ snob. Mi piacciono le persone che sanno le cose, hanno studiato l’uomo e intuiscono cosa potrà succedere. Se lo immagina un potere lasciato interamente al popolo? Che putiferio», ha spiegato Roberto Vecchioni. Poi ha aggiunto: «La sinistra ha problemi a calare i propri principi nella pratica e spesso si sfarina. Il che è paradossale pensando che nasce dal materialismo. Come detto, gli uomini non sono all’altezza delle loro idee», ha dichiarato il cantautore, che ha speso qualche parola anche sulla scuola. L’artista si è detto favorevole ad un ritorno tra i banchi: «Il problema non è la Azzolina. I contagi all’inizio dell’anno scolastico non sono schizzati per quello che è accaduto in classe ma per tutta la socialità che gira intorno alla ripresa delle lezioni. Dobbiamo aprire il più possibile. I giovani stanno perdendo gli anni più belli della loro vita, tant’è che, oggi che è chiusa, i ragazzi amano la scuola come non mai».

Roberto Vecchioni

«La scuola? I ragazzi sono sfiduciati perché hanno la sensazione di avere poche prospettive anche se si mettono a studiare come pazzi»

Dopo la “sberla” alla sinistra, Vecchioni non ha risparmiato una stoccata anche ai professori: «Oggi la spinta i ragazzi devono inventarsela, trovarsela dentro. Non sempre hanno buoni maestri e spesso neppure se li cercano. Vedono un mondo di intrighi e nepotismi, dove tutto va secondo interessi prestabiliti. Sono sfiduciati perché hanno la sensazione di avere poche prospettive anche se si mettono a studiare come pazzi». Troppo moralismo in giro? «Dipende da cosa si intende per moralismo. Io direi che c’è poca morale e molto moralismo. Gli Ismi sanno di pompose convenzioni, manierismi generalizzati, involuzioni non richieste», ha concluso il cantautore. Leggi anche l’articolo —> Roberto Vecchioni, vita privata e carriera

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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