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Chi era Salvador Allende, il presidente cileno morto l’11 settembre del 1973 nel golpe di Pinochet

L’11 settembre del 1973, dopo ore di lotta per le strade di Santiago del Cile, i vertici militari prendono il potere destituendo l’allora presidente della Repubblica Salvador Allende e instaurano una dittatura con a capo il generale Augusto Pinochet. Ripercorriamo in breve la vita del fondatore del Partito Socialista. Nel corso della sua carriera Allende è stato ministro, senatore e presidente del Senato, prima di raggiungere la massima carica del Paese.

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Salvador Allende morte l’11 settembre nel golpe di Pinochet

Salvador Allende, uomo politico cileno (Valparaíso 1908 – Santiago 1973), è stato un deputato socialista. Nel 1970 è diventato presidente della repubblica. Di famiglia agiata, ha partecipato da studente alla lotta politica contro la dittatura di Ibáñez. Nel 1931 ha subito addirittura la prigione. Laureato in medicina nel 1932, Allende è considerato tra i fondatori del partito socialista. Eletto deputato nel 1937, è stato chiamato due anni dopo alla guida del ministero della Sanità nel governo di Fronte popolare del presidente Aguirre Cerda. Nel 1952, la candidatura per la prima volta alla carica di presidente della Repubblica con l’appoggio del Partito Socialista e del Partito Comunista. Allende arrivò quarto su quattro candidati. Nel 1958 una nuova corsa per palazzo de La Moneda, ma non era ancora il suo momento. Un’altra sconfitta elettorale nel 1964. La vera svolta nel 1970 quando si presenta alle presidenziali sostenuto da una coalizione di sinistra chiamata Unidad Popular. Si aggiudica la vittoria con poco più del 36% dei voti, senza la maggioranza assoluta. Per questa ragione Allende può diventare presidente soltanto grazie al sostegno in Parlamento delle forze di sinistra, ma anche della Democrazia Cristiana.

Il governo presieduto da Allende attuò una politica di riforme destinate a colpire gli interessi dei ceti privilegiati cileni e delle grandi società multinazionali, soprattutto statunitensi. Tra le riforme più importanti quella agraria. A preoccupare gli Usa – siamo negli anni della Guerra Fredda – le amicizie di Allende con paesi filo-comunisti come Cuba. Henry Kissinger, segretario di Stato americano, tra i più attivi ad ostacolare la presidenza Allende, disse: «Non vedo perché dovremmo restare con le mani in mano a guardare mentre un Paese diventa comunista a causa dell’irresponsabilità del suo popolo». Parole che fanno capire l’apprensione degli Usa.

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Suicidato con un colpo di mitraglietta nel Palazzo de La Moneda: questa la versione ufficiale

Le riforme volute da Allende in materia economico-industriale portano il Cile ad uno scontro civile molto duro. Una spaccatura che culmina con il golpe di Pinochet: un attacco promosso dai militari, comandati dal generale. Il palazzo presidenziale venne assaltato. Rifiutatosi di arrendersi, Allende morì. Il presidente socialista si sarebbe suicidato con un colpo di mitraglietta. Dopo la morte Allende è stato sepolto, senza funerali, a Viña del Mar, ma sotto il falso nome di Eduardo Grove. Nel 1990, una volta terminata la dittatura di Pinochet, è stato dedicato ad Allende un mausoleo. Leggi anche l’articolo —> Luis Sepúlveda frasi, le più belle citazioni dai suoi libri

 

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