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Salvini-Draghi, retroscena sull’incontro: “L’unica concessione sull’obbligo del Green Pass”

Salvini Draghi Green Pass  – Giovedì 14 ottobre 2021. «Ho chiesto un incontro a Draghi, perché così il Paese non va avanti. Dovrebbe guidare un percorso di pacificazione nazionale». Così il leader della Lega Matteo Salvini, alludendo all’obbligo della certificazione verde nei luoghi di lavoro a partire da domani. Il segretario del Carroccio (per la prima volta d’accordo con Beppe Grillo, che è tutto dire), favorevole ai tamponi gratuiti, aveva detto durante la conferenza stampa del centrodestra a Roma a sostegno del candidato Michetti: «Tirare fuori gli scheletri dal passato non fa bene all’Italia e non fa bene al governo. Prevenire è meglio che curare, altrimenti puoi avere anche un genio a fare il presidente del Consiglio. Siccome di alcuni ministri non mi fido, ne parlerò col manager e ad di questo governo». Un modo di apostrofare il presidente del Consiglio alquanto infelice. Anche le parole hanno un loro peso, contano. Salvini, tuttavia, sembra ancora non aver capito che per Mario Draghi la forma è sostanza. 

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Salvini-Draghi, retroscena sull’incontro: “L’unica concessione sull’obbligo del Green Pass”

Stando ad alcuni rumors il confronto nel pomeriggio tra Salvini e Draghi non sarebbe andato secondo le aspettative del leader della Lega. Il premier, come altre volte ha fatto in passato, ha spostato la conversazione su altri lidi. Sostanzialmente di Green pass si sarebbe parlato poco: lo scambio fra i due, come scrive «Il Corriere della Sera», è stato ampiamente dedicato “sia alla legge di bilancio che al decreto fiscale che andranno in approvazione in consiglio dei ministri domani. E lo stesso Salvini ha fatto sapere che si è discusso anche di flat tax, cartelle esattoriali e revisione del reddito di cittadinanza”. Salvini avrebbe confermato per l’ennesima volta l’intenzione di non aumentare le tasse. Secondo fonti della Lega, l’ex ministro dell’Interno è riuscito a formulare a Draghi una proposta di “pacificazione nazionale a nome di tutto il Centrodestra”. Salvini “ha sottolineato l’esigenza di ritrovare al più presto un clima di unità e concordia nel Paese, a partire dalle forze politiche”. Nel colloquio questi ha chiesto al premier di invitare gli altri partiti a “tenere i toni bassi”, appellandosi ad un comune senso di responsabilità. “Bisogna frenare le campagne di delegittimazione che nelle ultime settimane sono state particolarmente feroci contro il centrodestra, a partire da Lega e Fratelli d’Italia”, queste sarebbero state le parole di Salvini.

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Il dietro le quinte ‘croccante’ su «Il Corriere della Sera»

Ma non si sarebbe parlato solo di fascismo, di attacchi a Lega e Fratelli di Italia. Il segretario del Carroccio avrebbe ripreso la chiacchierata sul Green Pass prima di congedarsi. Salvini pare abbia chiesto a Draghi, ancora una volta, la gratuità dei tamponi per i lavoratori no Vax. E il presidente del Consiglio per l’ennesima volta gli ha rifilato un altro secco “no”. Sarebbe per il premier un’iniziativa che renderebbe vani gli sforzi di tutta la collettività che con responsabilità ha scelto di vaccinarsi. Interessante però è quanto scrivono Marco Galluzzo e Cesare Zapperi sul Green Pass: “Sembra che l’unica concessione che Draghi potrebbe fare sia legata ad una soglia chiave di vaccinazione, intorno al 90% della popolazione (ad oggi siamo all’85% degli italiani vaccinati con la prima dose, e all’80% con la doppia dose o un ciclo vaccinale completo). Se davvero i piani del generale Figliuolo, che coordina la campagna di vaccinazione nazionale, fossero raggiunti in pieno, se a metà novembre ci si avvicinasse davvero alla soglia del 90%, allora si potrebbe aprire una riflessione sull’obbligo di esibizione del green pass. Su questo punto Draghi e Salvini discuteranno ancora fra un mese, di certo l’ipotesi sarebbe una sorta di svolta, se si concretizzasse”, si legge nelle battute finali dell’articolo sul «Corriere» dedicato all’incontro. 

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Salvini Draghi cosa si sono detti: il premier vede oggi i sindacati

Intanto il presidente del Consiglio Mario Draghi ha convocato a Palazzo Chigi i leader sindacali di Cgil, Cisl e Uil per discutere con loro il provvedimento sulla sicurezza sul lavoro. Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri avranno con confronto il premier alle 9:30. Leggi anche l’articolo —> Draghi firma dpcm Green Pass per la Pa: le linee guida, tutte le novità

 

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