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Sara Pedri, la perizia della psicologa: “Un agnello in mezzo ai lupi”

Caso di Sara Pedri, su «Il Corriere della Sera» l’intervista a Gabriella Marano, psicologa clinica e forense. «Comportamenti vessatori frequenti e costanti» ma anche un «clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante ed offensivo» sul posto di lavoro sarebbero all’origine di «un vero e proprio disturbo: Disturbo Post Traumatico da Stress» che in meno di tre mesi avrebbe minato l’equilibrio della giovane, portandola al suicidio. Dall’autopsia psicologica, la dottoressa Marano riscontra un nesso di causa effetto: «La disfunzione patologica del Disturbo Post Traumatico da Stress che siamo arrivati a diagnosticare è insorta successivamente a quanto subìto da Sara nel reparto del Santa Chiara. È dunque da mettersi in stretta relazione causale con quei fatti». 

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Sara Pedri

Sara Pedri, la perizia della psicologa: “Un agnello in mezzo ai lupi”

La perizia, elaborata il 28 dicembre 2021 è stata depositata dal legale della famiglia Pedri, Nicodemo Gentile, presso la Procura di Trento. Un testo che aggiunge ai documenti a disposizione delle autorità giudiziarie nell’ambito delle indagini per presunti maltrattamenti e abusi all’interno del reparto di ginecologia dell’Ospedale di Trento.

Tra gli indagati ci sarebbero l’ex primario Saverio Tateo e la sua vice Liliana Mereu. La ginecologa di Forlì sarebbe stata vittima di mobbing: «Abbiamo analizzato la vita di Sara negli ultimi tre anni. Tutto porta a dire che qualcosa è nato e si è sviluppato nei tre mesi e mezzo trascorsi a Trento. A partire da agosto fino al momento del deposito della perizia in Procura, abbiamo analizzato oltre 20.000 pagine di messaggi Whatsapp, e-mail, telefonate della giovane ginecologa. E abbiamo sentito 15 testimoni per ricostruire la storia clinica, le relazioni sociali, amicali e lavorative della persona. Sono stati ascoltati l’ex fidanzato, il fidanzato, le colleghe di Catanzaro, l’amica storica che ha visto Sara crescere, ma anche la vicina di casa a Ferrara, dove Sara ha vissuto nel periodo universitario. Ma il supertestimone di questa vicenda è proprio Sara Pedri. È lei che ci spiega, attraverso un’imponente messaggistica, che cosa accadeva in reparto, è lei che si racconta attraverso i suoi sintomi».

Sara Pedri

L’intervista del «Corriere della Sera» Gabriella Marano

La dottoressa Gabriella Marano ha elencato i sintomi con cui la ragazza avrebbe fatto i conti nei tre mesi prima della scomparsa«Sara era diventata inappetente, aveva disturbi alla sfera del sonno, tachicardie, cefalea, tremori, un dolore fisico che la portava ad abbracciarsi il corpo. Se fosse andata da uno specialista, avrebbe sicuramente individuato il suo disturbo». Avrebbe sopportato più di qualche angheria: «Ciò che Sara ha subito sembra attribuibile al primario Saverio Tateo e alla sua vice Tatiana Mereu. Nella perizia abbiamo riportato diversi episodi. L’episodio dello schiaffo che Sara ricevette sulla mano in sala operatoria, la volta in cui alla giovane venne chiesto di rimanere il reparto oltre l’orario di lavoro, salvo poi esser lasciata nella stanza, sola, fino alle 20, senza che nessuno si presentasse. Oppure quella volta in cui il contenuto dell’armadietto di Sara venne svuotato e riversato nel bagno, perché quello spazio sarebbe servito ad altro. Modalità assolutamente poco dignitose», ha spiegato l’esperta.

Sara Pedri

Sara Pedri, “mai in precedenza aveva avuto ideazioni suicidarie”

E ancora: «Mai in precedenza aveva avuto ideazioni suicidarie. Sara Pedri, prima di arrivare all’ospedale Santa Chiara, era una ragazza in salute, serena, felice, esplosiva. Poi, con la potenza di un temporale estivo, tutto questo si è interrotto. Sara è stata presa da un tormento psichico e la vita ha cominciato a provocarle dolore, anche fisico»L’autopsia paragona Pedri a «un agnello in mezzo ai lupi», «sbranata dalla violenza di chi si è avventato contro di lei». Leggi anche l’articolo —> Sara Pedri scomparsa in Trentino: «Terrorizzata dal posto di lavoro», cosa è successo alla ginecologa 31enne?

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