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Sciopero scuola 26 marzo, riapertura istituti e stabilizzazione precari: cosa chiedono i manifestanti

Giornata di astensioni dal lavoro quella di oggi, venerdì 26 marzo 2021: lo sciopero della scuola, unito a quello dei trasporti e dei rider, agiterà l’Italia causando non pochi disagi. Proclamata dai Cobas, – Comitati di base della scuola – la protesta scolastica è stata indetta per richiedere la riapertura di tutti gli istituti con il ritorno delle lezioni in presenza e in sicurezza. Le manifestazioni, che prevedono una mobilitazione in 60 città, riguardano tanto il personale Docente ed Educativo quanto il personale ATA delle scuole di ogni ordine e grado.

Sciopero scuola 26 marzo 2021

Sciopero scuola 26 marzo 2021, tra i motivi riapertura istituti e stabilizzazione precari

A più di un anno dalla prima chiusura nazionale delle scuole a causa della pandemia di Covid-19 la situazione è sostanzialmente rimasta invariata; per questo il Coordinamento Nazionale Precari Scuola ha invitato docenti, personale scolastico, famiglie e studenti ad aderire allo sciopero di oggi venerdì 26 marzo 2021. “La scuola – riferisce Orizzontescuola.it – sarà in salute solo quando le aule diventeranno degli spazi adeguati per accogliere classi formate da 15/18 alunni che godranno della continuità didattica e di una vera inclusione”. Non solo, anche gli insegnanti, dal canto loro, hanno il diritto alla stabilizzazione, “un atto dovuto per restituire la dignità che è stata tolta a troppi lavoratori”. D’altra parte, è stato l’impegno di decine di migliaia di precari a far sopravvivere la scuola in quest’anno di pandemia.

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Sciopero scuola 26 marzo 2021

Cosa chiedono i manifestanti

“L’istruzione, – lamentano i manifestanti – non è mai stata una priorità per i governi che, negli ultimi decenni, sono intervenuti secondo la logica del risparmio. I docenti hanno assistito attoniti ai continui cambi del sistema di reclutamento, con un progressivo avvilimento del servizio e dell’esperienza a favore di un’enfatizzazione del nozionismo fondato sulla retorica del merito”.

Le richieste del Coordinamento Nazionale Precari Scuola tradotte nello sciopero del 26 marzo, pertanto, invocano: un programma immediato per la messa in sicurezza degli istituti scolastici pubblici; la riduzione del numero degli alunni per classe per permettere agli insegnanti una completa gestione del gruppo classe, di fornire una didattica di qualità e di garantire sicurezza all’interno delle aule; la stabilizzazione e l’immissione in ruolo dei precari con tre anni di anzianità secondo il criterio per titoli e servizio; la revisione immediata delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) e la fine della mercificazione della formazione, uno delle principali cause della competizione tra lavoratori e principio di affermazione di una società classista. >> Tutte le news

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