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Concorso straordinario, docenti “carne da macello”: «Andrò con punti freschi e antidolorifici»

Da che si è dato il via alle prove del concorso straordinario della scuola, fortemente voluto dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, sui social sono sorti gruppi di docenti che esprimono i propri timori, amarezze e paure soprattutto oggi che il Covid è tornato a colpire duro. E ce ne sono di storie: perché i precari hanno buoni motivi per sentirsi poco al sicuro. Senza contare che i sindacati a gran voce chiedono non solo la sospensione delle prove, ma anche che ve ne siano di suppletive per quanti non possono (o non hanno potuto) partecipare al concorso per cause di forza maggiore (isolamento fiduciario, quarantena perché positivi al Coronavirus e quant’altro).

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Concorso straordinario, docenti “carne da macello”: «Andrò con punti freschi e antidolorifici»

Tra i tanti post condivisi ci ha colpito una storia. È lo sfogo di una professoressa precaria che si vedrà costretta ad andare a fare le prove del concorso straordinario a pochi giorni dal parto cesareo. «Sono una docente precaria con lauree prese con sacrificio e la specializzazione su sostegno didattico. Iscritta ai vari concorsi straordinari e ordinari della ministra Azzolina», esordisce sui social l’insegnante, di cui non condividiamo il nome e cognome per ragioni di privacy. «Sono anche incinta Con gravidanza a rischio e il cesareo programmato è il 6 novembre! Il 9 novembre ho la prima prova per il concorso straordinario su Storia e Filosofia a Milano e andrò con i punti freschi e imbottita di antidolorifici perché non c’è la possibilità di una data aggiuntiva per chi ha problemi di salute (prima volta che succede)», ha proseguito la professoressa.

«Io spero bene, per il concorso e per la mia salute ma sono veramente preoccupata perché, a parte la preparazione non ottimale vista la mia situazione, vado incontro a vari rischi come infezione, aderenze di tessuti e strappi vari. Mi scuso per lo sfogo ma la vedo come una disumanità non prevedere una prova suppletiva per chi ha seri e comprovati problemi di salute. Dopo anni di studio e fatica l’unica scelta è rischiare la salute o mollare?», ha concluso amaramente la docente, che ha ricevuto il supporto di tanti colleghi.

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Prove suppletive necessarie: le parole del leghista Pittoni

E sul problema delle prove suppletive si è espresso con fermezza pure il senatore Mario Pittoni, responsabile Scuola della Lega e vice presidente della commissione Cultura a palazzo Madama. «Un concorso straordinario (lo dice la parola stessa) non è la classica selezione pubblica per titoli ed esami cui fa riferimento Azzolina, per la quale è sempre valsa la regola dell’irripetibilità delle prove scritte a tutela del principio di par condicio dei candidati. Lo straordinario è un concorso “dedicato” a una particolare categoria: solitamente docenti con contratto a tempo determinato reiterato oltre i limiti stabiliti dall’Ue, cui è concessa una chance per ottenere con concorso quello che spetterebbe loro di diritto», ha scritto il politico sui social. Un post ricondiviso anche da ‘Orizzonte scuola’. Leggi anche l’articolo —> Nuovo Dpcm, ecco perché il premier Conte aspetta a firmare: possibili novità per la scuola

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