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Travaglio contro M5s sulla riforma della giustizia: “A 90° al cospetto di sua Maestà”

Da che Giuseppe Conte è stato messo all’angolo dai M5s, che ha preferito le larghe intese del governo Draghi venendo meno alla difesa del loro “paladino”, Marco Travaglio ha intrapreso una guerra senza esclusioni di colpi contro i grillini. L’ultima crociata? È partita dopo l’ok del MoVimento alla riforma della Giustizia, dove decisiva è stata la mediazione di Super Mario.

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travaglio editoriale

Travaglio editoriale contro M5s sulla riforma della giustizia: “A 90° al cospetto di sua Maestà”

È stata tanta la delusione per Travaglio che titola il suo editoriale “Aridatece il Caimano”. Il direttore de “Il Fatto Quotidiano” spiega che “gli unici coerenti sul Salva ladri Draghi-Cartabia sono quelli che l’hanno sempre voluto, cioè i berluscones. Tutti gli altri devono semplicemente vergognarsi”. E detto da lui, che ha da sempre tuonato contro il Cavaliere, fa sorridere. «Draghi, scrive nell’editoriale del 10 luglio, si conferma il nuovo capo politico dei 5Stelle, rendendo superflua la trattativa con Conte; Grillo si conferma il garante non del M5S, ma di Draghi». A detta di Travaglio però i pentastellati sono in buona compagnia: «Una menzione speciale a Pd e LeU, non pervenuti nella discussione perché già a 90 gradi al cospetto di Sua Maestà, che ingoiano senza un ruttino la quintessenza del berlusconismo contro cui avevano finto di battersi per 27 anni, fregando milioni di elettori», ha dichiarato furibondo il direttore de “Il Fatto Quotidiano”. Leggi anche l’articolo —> Travaglio editoriale duro su Grillo: “Mentre la moglie se la spassa con l’idraulico…”

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«Conte? Dovrà valutare seriamente se gli convenga ereditare un guscio vuoto»

La riforma di Marta Cartabia, lo ricordiamo, scaccia via quella di Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, appartenente al M5s, presente nei governi Conte I e II. Per Travaglio è da preferirsi di gran lunga quella di Bonafede per una serie di motivi, che lui elenca nel suo lungo editoriale. Per lui non c’è giustificazione per i pentastellati: «Si sono piegati anche questa volta, anziché votare contro o almeno astenersi e farsi rincorrere da chi voleva salvare la baracca. E l’han fatto nella forma più mortificante, nascondendosi dietro una fogliolina di fico esposta al primo sbuffo di vento». Infine l’ennesima carezza a Conte: «Dovrà valutare seriamente se gli convenga ereditare un guscio vuoto, anzi pieno di pusillanimi che svendono ideali e princìpi per un piatto di lenticchie. O se non sia meglio costruire qualcosa di nuovo, senza zavorre fra i piedi». Leggi anche l’articolo —> Riforma della Giustizia, Cartabia: «Corregge gli effetti problematici della legge Bonafede»

 

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