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Raffaella Carrà, Enzo Paolo Turchi svela come nacque il “Tuca Tuca” che scandalizzò l’Italia

La popolarità per Raffaella Carrà arrivò con “Canzonissima”. E proprio al varietà della Rai lei diede prova di essere una soubrette completa, versatile, di indubbio talento. Una regina del palcoscenico: al fianco di Corrado la Carrà è stata ballerina, cantante e conduttrice. E non senza polemiche: dall’ombelico scoperto mostrato alla sigla d’apertura “Ma che musica maestro!”, che raggiunse le vette delle classifiche, vendendo 200.000 copie, al seducente “Tuca Tuca”, brano di Gianni Boncompagni che vedeva uno stacchetto sexy della Raffa con Enzo Paolo Turchi.

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tuca tuca

Raffaella Carrà, Enzo Paolo Turchi svela come nacque il “Tuca Tuca” che scandalizzò l’Italia

Il “Tuca Tuca”, che tutti noi conosciamo, venne censurato a partire dalla terza puntata di “Canzonissima” del ’71. La coreografia di Don Lurio venne giudicata dai benpensanti troppo audace, decisamente piccante. È toccato al grande Alberto Sordi sdoganare il balletto, prestandosi ad interpretarlo assieme alla Carrà ancora una volta, in barba alle critiche iniziali. A tal proposito in un’intervista al “Corriere della Sera” del 2018, Raffaella Carrà raccontò: “Adoro il ‘Tuca tuca’ e ha  una storia incredibile. Lo ballai con Enzo Paolo Turci e fu considerato troppo trasgressivo così lo cancellarono dalla  televisione. Ci fu anche un articolo dell’Osservatore Romano e così lo tolsero anche dalla classifica. Dopo un po’ di tempo, una sera invitai a cena Alberto Sordi e gli feci riascoltare il ‘Tuca tuca’: fu lui a volerlo riportare in tv. E a lui non potevano dire di no”. Ma come è nato il balletto che scandalizzò l’Italia? La spiegazione è arrivata stamattina da Enzo Paolo Turchi, partner di scena della Carrà, che ospite a ‘Dedicato’ su Raiuno, ne ha svelato la curiosa origine.

Raffaella Carrà

«Da viale Mazzini è arrivata una chiamata di disapprovazione, ma comunque accettarono con qualche piccola modifica»

A “Dedicato”, il programma di Serena Autieri, ampio spazio a Raffaella Carrà, alla sua straordinaria carriera. Il suo caro amico, Enzo Paolo Turchi, ha colto l’occasione per ricordare come è saltata fuori l’idea del “Tuca Tuca”, il ballo rivoluzionario amato in tutto il mondo: «Non è che è nato come balletto, devo dire che è stata un’idea di Gianni Boncompagni. Stavamo a casa di Raffaella e con noi erano presenti il maestro Gino Landi e il maestro Pisano. Gianni disse che bisognava fare un ballo in quella settimana, che potessero replicare tutti. Ma un giochino e si chiamava ‘tocca tocca’. Poi il maestro Pisano che era sardo disse ‘Tuca Tuca’ e così nacque questa cosa. L’abbiamo fatto alle prove e scandalo. Era molto semplice per noi, anche perché facevamo altre coreografie molto più difficili, come a ‘Canzonissima’».

E ancora: «Per sei mesi sempre in diretta e facevamo tutto in diretta, non si poteva sbagliare e non esistevano gli stacchi delle telecamere. Così abbiamo fatto questo ballo. Da viale Mazzini è arrivata una chiamata di disapprovazione, ma comunque accettarono di farcelo fare con qualche piccola modifica, perché si dovevano vedere le parti toccate ecc. Divenne un successo. Pure Alberto Sordi chiese di impararlo! Lì è stata la nostra fortuna», ha concluso Enzo Paolo Turchi. Leggi anche l’articolo —> Raffaella Carrà “malattia devastante” come la madre: «Era ormai magrissima»

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